Per fare grande la Fiorentina non servono soldi, servono idee. Ce lo insegna l’ Atalanta

Attraverso programmazione, fantasia e qualità la Fiorentina può diventare una grande squadra. Quali possono essere in modelli di riferimento.

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É uso e consuetudine, credere che , per fare calcio ad alti livelli, sia necessario investire enormi somme di denaro. Questo parzialmente é anche vero, ma esistono realtà virtuose che, fortunatamente, dimostrano come, attraverso la seria programmazione, la lungimiranza e le competenze, si possibile sviluppare progetti anche ambiziosi senza dover necessariamente investire smodate quantità di denaro.

Non importa andare neanche troppo lontano per trovare questo. Abbiamo in Italia una società di provincia che, é stata in grado negli anni, di sviluppare un modello che, oggi,  l’ha portata a primeggiare in Italia ed ad affrontare quasi alla pari, tutti i grandi club europei.
Stiamo ovviamente parlando dell’Atalanta, che rappresenta, da due anni, la terza forza del campionato e che é soltanto undicesima come monte ingaggi. Per comprendere quello di cui stiamo parlando é necessario analizzare alcuni dati.

In primo luogo si deve sapere che, il presidente della squadra di Bergamo per i lavori inerenti la ristrutturazione e l’ ammodernamento dello stadio Atleti Azzurri non ha ha cacciato neanche un solo euro. Come é stato possibile questo? Semplicemente attraverso la cessione dei prodotti del proprio settore giovanile.

Quando Percassi 10 anni fa prese lo scettro della società, disse:
” Roma non si costruisce in un giorno, ma attraverso un serio lavoro di scouting, formazione, programmazione e fantasia. Anche per una realtà piccola come la nostra, sarà possibile scalare l’Everest”.
A distanza di 10 anni, queste parole, assumono quasi connotati profetici. Il vivaio bergamasco in realtà è sempre stato piuttosto florido, ma é innegabile come, sotto la gestione dei Percassi, ci sia stato un innegabile balzo in avanti.

Egli disse inoltre: ” voglio portare il centro sportivo Bortolotti al livello della cantera del Barcellona oppure all’Accademy dell’Ajax”. Detto fatto, oggi l’Atalanta rappresenta la terza forza europea in termini di settore giovanile.

Analizziamo in termini economici questo tipo di lavoro:
Negli ultimi tre anni sono entrati nelle casse della società, qualcosa come, 322 milioni di euro.

– Mattia Caldara 19 Milioni
– Roberto Gagliardini 22,5 Milioni
– Frank Kessie 32 Milioni
– Andrea Conti 24 Milioni
– Alessandro Bastoni 31,1 Milioni
– Jasmin Kurtic 5,3 Milioni
– Brian Cristante 26 Milioni
– Gianluca Mancini 15 Milioni
– Dejan Kulusevsky 35 Milioni
– Musa Barrow 19 Milioni
– Timothy Castagne 25 Milioni

L’Atalanta dimostra che con un lavoro mirato e di prospettiva, si può creare una società solida e competitiva, capace di restare stabilmente in alto nel massimo campionato, capace inoltre di arrivare a giocarsi un quarto di Champions League. Serve però il coraggio di investire nei settori giovanili, serve investire su istruttori preparati e nei corsi di formazione, serve seguire negli anni, il percorso di crescita delle giovani promesse.
Si scrive Atalanta, si legge futuro.

Questo è il modello che Commisso, a mio avviso, dovrebbe prendere come riferimento per far si che la Fiorentina (infrastrutture a parte) possa nel tempo, strutturarsi, per cambiare dimensione e dar battaglia alle grandi potenze europee.
PROGRAMMAZIONE, SCOUTING, FANTASIA, COMPETENZA e LUNGIMIRANZA dovranno essere le parole chiave del percorso di crescita della Fiorentina. Perché la dimensione di Firenze, non può e non potrà mai essere soltanto la parte sinistra della classifica.

Marzio De Vita

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