Pepito Rossi si schiera dalla parte di Gudmundsson: "Può diventare un idolo a Firenze"
"Quel Fiorentina-Juventus 4-2 resta una delle soddisfazioni più grandi della mia carriera"
Scrive il Corriere dello Sport, gli Stati Uniti, dove è nato e vive, e la Nazionale, i colori del cuore che indossò per una promessa fatta al padre. Il Mondiale americano, se l’Italia si fosse qualificata, sarebbe stato la summa perfetta, il cerchio che si chiude. Invece il cerchio rimane aperto per Giuseppe Rossi, che un Mondiale in carriera non l’ha mai potuto giocare ma comunque con l’azzurro ormai ha fatto pace: «A quella convocazione mancata non ci penso più». Pepito è uno dei nomi che esce più spesso quando si parla di grande tecnica, talento delicato e tanta sfortuna: otto le operazioni al ginocchio in vent’anni di carriera in giro per il mondo. Il 22 marzo 2025 ha voluto salutare il calcio con una partita insieme ai compagni di sempre, campioni e vecchie glorie della Fiorentina: il Pepito Day.
L’anno dopo, Firenze.
«Un periodo indimenticabile. Quel Fiorentina-Juventus 4-2 resta una delle soddisfazioni più grandi della mia carriera».
Vede qualcuno nella Fiorentina di oggi che potrebbe raccogliere il suo testimone?
«Magari Gudmundsson. Se diventa un po’ più cattivo e si prende qualche responsabilità in più, può diventare un idolo a Firenze».