Mentre a larghe falcate sta arrivando il termine ultimo per sancire un addio che non riusciamo ad immaginare…lieve, Paulo Sousa pare essersi acceso d’interesse per la battaglia (ultima) per il sesto posto. Poca cosa? Non crediamo, il tecnico portoghese la tiene un po’ in disparte ma ogni giorno di più si capisce che in realtà pure lui vorrebbe chiudere vincendo. Tanto se non tutto. Fiorentina contro Inter e Milan, Sousa contro Montella e Pioli, un po’ il passato viola e un po’, forse, di futuro. Chiudere alla grande, per soffocare ogni rimpianto, per restituire la Fiorentina esattamente dove l’aveva trovata: in Europa.

Sbaglia chi crede che Sousa abbia mollato e sbagliava chi pensava che fossero stati i giocatori a mollare il tecnico. Verrà il tempo dei rimpianti, forse pure quello dei sassolini da estrarre dalle scarpe. Ma non è oggi. C’è ancora la battaglia che Corvino, con buona scelta di tempo e pure un po’ di teatralità, ha messo sul tavolo di Firenze. La battaglia dell’orgoglio. Questo riporta Stadio 

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