Paratici: “Grosso ha manifestato poca fiducia nel progetto. Ripartiamo con Vanoli che ha fatto un’impresa”
«Sarà un percorso difficile, nessuna scorciatoia»
Paratici ha parlato ai microfoni di DAZN nel pre-partita di Venezia-Fiorentina, affrontando il cambio di allenatore e la situazione legata a Grosso.
Direttore, è stata una settimana particolare. Come si arriva a questa partita, anche dal punto di vista interno, considerando il cambio di allenatore e la situazione con Grosso da risolvere?
«È stata presa una decisione e noi dobbiamo pensare alle partite, a lavorare e a fare il bene del club, sia nella costruzione sia nel mettere Vanoli nelle migliori condizioni. Siamo concentrati sulla gara, la pagina è girata e andiamo avanti. Pensiamo a stasera».
Con Vanoli oggi è importante ritrovare identità e risultato? Quanto conta tornare a vincere? «Ripartiamo con Paolo perché l'anno scorso ha fatto una grande impresa insieme al club e ai giocatori. Conosce la piazza, conosce i giocatori, ci conosciamo e ci stimiamo. Stasera dobbiamo fare una gara per ritrovare la nostra identità. Questo è un progetto che non dobbiamo dimenticare: è iniziato a febbraio dell'anno scorso ed è culminato con una bella impresa nella seconda parte di campionato. È un progetto che durerà quattro anni. Ci saranno intoppi, buche e salite: l'unica cosa che sappiamo è che dobbiamo affrontarli. Non ci sono scorciatoie e siamo convinti di quello che stiamo facendo».
Sulla situazione Grosso, può chiarire le dichiarazioni emerse sulla sua volontà di essere esonerato e sulla squadra definita “inallenabile”?
«La decisione è maturata dopo un confronto con lui, nel quale ha manifestato poca fiducia nella squadra e poca convinzione nel progetto. Detto questo, ci siamo confrontati e abbiamo deciso che non ne valeva la pena proseguire su questa posizione, perché non sarebbe stato il bene del club. Quindi siamo andati in un'altra direzione. Noi, come società, abbiamo un grande senso di responsabilità e appartenenza. Prendere decisioni è il nostro lavoro e quello che posso dire è che prenderò sempre le decisioni che, in quel momento, ritengo siano le migliori per il club, non per me stesso o per evitare critiche. Il motore delle mie scelte è sempre stato quello di fare il bene del club. L'ho sempre fatto e continuerò a farlo. In questo momento era la cosa giusta da fare».