Tom Henning Ovrebo, arbitro che fu al centro di grandissime polemiche qualche anno fa dopo due partite di Champions League arbitrate malissimo (Chelsea-Barcellona e Bayern-Fiorentina, ndr) ha concesso una lunga intervista a Marca. Eccone alcuni passaggi più significativi: “Oggi non faccio più parte del mondo arbitrale anche se, in caso i colleghi avessero bisogno, non esito a dispensare qualche consiglio. Chelsea-Barca? Non ne vado orgoglioso. Ma un arbitro, come un allenatore o un giocatore, talvolta può commettere certi errori. Fa parte della mia carriera e non mi dispiace parlarne. Rimango comunque orgoglioso di essere stato un arbitro élite per molti anni, e al top del mio paese. Chiaramente era una semifinale di ritorno di Champions: normale che sia ricordata.

Ingiusta la descrizione “peggior arbitro della Champions”? Non so, non posso cambiare l’opinione. Certamente con il VAR qualche mia decisione sarebbe stata cambiata, e non staremmo ancora qui a parlarne. Ho ricevuto minacce di morte dai tifosi del Chelsea, fino al 2012 l’argomento rimase caldo. Nel 2010 fui chiamato ad arbitrare il Bayern (contro la Fiorentina, ndr) e sbagliai un fuorigioco. Ho avvertito di nuovo molta pressione nei miei riguardi. Ma il mio ritiro avvenne per problemi fisici, non per una punizione”.

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