La Serie A si prepara a fare i conti. In attesa dell’ok dell’Antitrust, la Lega Serie A ha infatti assegnato a Mediapro i diritti tv per il prossimo triennio per 1,05 miliardi a stagione.

ECCO LA VECCHIA RIPARTIZIONE DEI DIRITTI TV (QUELLA ATTUALE)

La Serie A, ad oggi, vale così 1,42 miliardi di euro annui: alla cifra che dovrà versare l’intermediario spagnolo, infatti, vanno aggiunti i circa 370 milioni che la Lega ha ottenuto dall’asta per i diritti tv esteri del campionato. Per concludere la vendita dei diritti tv del calcio italiano mancano ora solo i diritti tv nazionali ed esteri della Coppa Italia e Supercoppa Italiana, che dovrebbero portare la cifra complessiva intorno agli 1,5 miliardi di euro. Partendo da questa, cifra, abbiamo quindi voluto andare a vedere quale sarebbe l’incremento per i club dell’attuale Serie A.

Innanzitutto, dal valore complessivo dei diritti tv annuali vanno tolti alcuni elementi: basandoci sulla stima effettuata dalla Gazzetta dello Sport per la stagione 2015/16, abbiamo tolto dal totale circa 50 milioni di commissione per Infront, successivamente il 10% per la mutualità, poi 60 milioni per il paracadute e circa 20 milioni tra premi per la Coppa Italia e altri versamenti per la Serie B. Il totale si aggirerebbe, quindi, sull’1,2 miliardi di euro, contro i circa 924 milioni di euro attuali: un aumento, quindi, pari a circa 300 milioni di euro annui. «Grazie a Mediapro verranno garantite al nostro calcio più risorse che verranno poi redistribuite, anche alle nostre squadre nazionali che avranno così più budget e saranno più competitive, in linea con quanto accade in altri Paesi europei», le parole di Luigi De Siervo, ad di Infront, advisor della Lega Serie A.

Proprio dai 924 milioni attuali parte la nostra analisi. Se infatti il campionato finisse oggi, nella stagione 2017/18 la ripartizione stimata sarebbe la seguente.

Nonostante il primo posto, il Napoli si dovrebbe accontentare di circa 67 milioni di euro: in testa rimarrebbe la Juventus, grazie al peso dell’indagine sui tifosi (resa nota dalla Gazzetta dello Sport nelle passate stagioni), visto che sono bianconeri circa il 25% dei tifosi che seguono il calcio.

Dalla prossima stagione non cambierà solamente la cifra che riceveranno le squadre, ma anche i criteri di ripartizione. La modifica della legge Melandri infatti cambierà il volto della suddivisione dei ricavi: la fetta da dividere in parti uguali salirà al 50%, diminuirà il peso dei tifosi (dal 30% al 20%) mentre tra i risultati sportivi crescerà il peso dell’ultimo campionato (dal 5% al 15%) e caleranno le voci relativi alla storia (dal 10% al 5%) e all’ultimo quinquennio (dal 15% al 10%). «Abbiamo riorganizzato la legge Melandri – le parole del ministro dello sport Luca Lotti – inserendo una modifica per la redistribuzione dei diritti tv, in modo da assegnare maggiori risorse alle società più piccole rendere il campionato più bello e interessante».

Una notazione metodologica prima dei numeri: la ripartizione per quanto riguarda i tifosi avverrà «sulla base del pubblico di riferimento di ciascuna squadra, tenendo in considerazione il numero di spettatori paganti che hanno assistito dal vivo alle gare casalinghe disputate negli ultimi tre anni, nonché in subordine l’audience televisiva certificata». Non essendo ancora noto quale sarà il peso delle due voci, nella nostra stima gli spettatori allo stadio degli ultimi tre campionati pesano per il 60%, mentre gli ascolti tv della stagione in corso per il 40%.

Secondo questi criteri, salirebbero i ricavi in particolare delle medio-piccole: l’unica in perdita sarebbe la Juventus, con il Milan che migliorerebbe di poco i propri incassi.

In netta diminuzione anche il rapporto prima-ultima: con l’attuale contratto sarebbe di 1 a 4,4, mentre con i nuovi criteri di ripartizione dovrebbe scendere a 1 a 2,5.

ECCO LA NUOVA RIPARTIZIONE DEI DIRITTI TV

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