Firenze e il popolo viola si stanno dividendo sull’operato attuale di Corvino e colleghi con la lente di ingrandimento soprattutto su questo mercato. Come al solito, non si può essere nè troppo critici nè troppo ottimisti ma bisogna guardare il tutto partendo dal campo che resta, come al solito, l’aspetto più importante.

In questo momento, la Fiorentina rispetto ad un anno fa è più scarsa in difesa e centrocampo e più forte in porta ed in attacco. Se qualcuno volesse dire il contrario siamo aperti a tutte le visioni ma ad oggi, Ceccherini o Vitor Hugo non ci sembrano più forti di Astori.

Stesso discorso a centrocampo, il terzetto titolare della scorsa stagione era formato da Benassi, Badelj e Veretout. Oggi da Benassi, Norgaard e Veretout. Con tutta la fiducia nel giovane danese ma non ci sembra in questo momento più forte del perno di centrocampo croato. L’aspetto dove si è migliorati sta nelle riserve, Gerson e Dabo sembrano più pronti di Sanchez e Cristoforo, ergo, siamo più lunghi come alternative ma l’assetto titolare non convince affatto. Sta arrivando Edimilson che dovrebbe essere come caratteristiche un doppione di Veretout (magari) ma il problema al centro del centrocampo rimane. Ripetiamo Norgaard non può essere il titolare al posto di Badelj. Il passo indietro in quella zona di campo è evidente.

Discorso diverso in attacco dove gli innesti di Mirallas e Pjaca alzano nettamente il livello dell’attacco con Chiesa e Simeone che hanno una stagione in più di esperienza e quindi sono indubbiamente più forti rispetto a 12 mesi fa.

Cosa dice la partita persa male contro lo Schalke?

Dice che la difesa, reparto meno toccato dal calciomercato, avrebbe bisogno di un rinforzo vero, di spessore. Come lo è stato lo scorso anno con l’arrivo di Pezzella.

Milenkovic fu bocciato dalla Serbia al mondiale come terzino destro, giocò tutta la competizione come difensore centrale stupendo chi ancora non lo conoscesse. Pioli invece la vede in maniera diversa, sarà il terzino destro titolare della squadra viola. È davvero pronto? Lo speriamo tutti.

La partita persa contro i tedeschi ha messo a nudo ancora una volta i difetti di un attacco che segna poco, Simeone è un grande talento, ma spesso sbaglia gol clamorosi o non si fa trovare pronto. Su questo la società è intervenuta pesantemente con gli arrivi di Pjaca e Mirallas. Basteranno? Speriamo anche questo, magari un attaccante di esperienza potrebbe essere perfetto per far crescere bene Simeone e non fargli sentire troppo tutto il peso del reparto.

A centrocampo manca inventiva e qualità, si è troppo elementari. Mai un’intuizione, mai una bella giocata che apra spazi e dia velocità alla manovra, mai un lancio preciso e illuminante. Non  chiediamo Pizarro ma almeno uno che detti i tempi di gioco ci vuole.

Una nota positiva dell’amichevole è Federico Chiesa, questo ragazzo è forte davvero è diventa sempre più completo e determinato. Molto dipende da Pioli ma l’impressione è che abbiamo un futuro fuoriclasse in squadra.

Chiusura su Ceccherini, non spariamo sulla croce rossa. Non è Sergio Ramos nè Gonzalo Rodriguez, ma certi errori soprattutto nelle prime apparizioni ci possono anche stare. È un buon difensore, diamo tempo al ragazzo toscano.

Flavio Ognissanti