Niente Roma per Paratici. Repubblica: “Fiorentina stimolante, non sussistono motivi di separazione”
Paratici ed il suo metodo: un vocabolario calcistico semplice ma efficace
Ordine, gestione delle risorse, mentalità a tratti più importante delle competenze, calma e cultura del lavoro. Un vocabolario calcistico semplice ed efficace che sfocia in un metodo: quello che Fabio Paratici porta avanti da oltre due decadi quando appese le scarpe al chiodo gettandosi nella carriera dirigenziale con risultati sotto gli occhi di tutti.
L'avventura alla Fiorentina è stimolante e appena agli inizi, motivo per il quale non sussistono ad ora motivi di separazione malgrado sia finito nella lista di un club come la Roma. Il lavoro a Firenze sarà lungo, a patto che l'autonomia con cui ha sempre lavorato resti tale, e non ci sono motivi per pensare il contrario.
Il primo discorso all'interno del Viola Park è stato collettivo («dobbiamo mettere la testa nel carro armato» disse), poi in seguito sono arrivati colloqui individuali. La disciplina e la voglia di competere dovevano diventare quotidianità. Non ci deve essere spazio per la superficialità ma guai a lasciare da parte l'entusiasmo: giocare a pallone è un privilegio e questo i calciatori devono ricordarselo.
La cultura del lavoro è sacra: alcune cose funzionano, altre meno ed è giusto aggiungere qualcosa nel prossimo futuro. Dove gli errori sono evidenti si cambierà. Guai a farsi guidare dalle montagne russe delle emozioni. Il pari con il Parma, considerato un fallimento dall'esterno, è stato invece un mattone utile a costruire una classifica diversa e la continuità trovata negli ultimi mesi è una conseguenza del lavoro svolto. Poi, le partite viste dalla tribuna, secondo Paratici aiutano, rispetto a vederle in tv, perché tutto è spirito di osservazione, anche il riscaldamento.
L'impatto con Firenze è stato ottimo ed anche la compagna, l'attrice Pilar Fogliati, si trova bene: e, come scherza con amici, adesso i tassisti lo portano volentieri, mentre ai tempi della Juve preferivano lasciarlo a piedi. Tornando alla Fiorentina, è tempo di pianificare il futuro. Servirà andare avanti step by step, non si passa da una salvezza risicata alla Champions. Lo scrive Repubblica.