Come si fa a spiegare quello che è successo a Firenze, fra lacrime, orgoglio e Davide che non c’è più ma sembra ci sia più di prima, come ci si difende dai brividi quando Vitor Hugo salta così in alto da sembrare in fase di decollo e segna – proprio lui che ha preso il posto di Astori – il gol che decide la partita? Più che una partita di calcio, Fiorentina-Benevento è stata una terapia collettiva. Il silenzio è l’unico messaggio comune fra le 35mile tristezze diverse che riempiono il Franchi, gli applausi sgorgano quando lo speaker legge le formazioni. Le squadre si riuniscono al centro del campo e nessuno fiata, l’abbraccio di tutti i giocatori è muto fino a quando la Fiesole scandisce il nome del capitano viola con un muro sonoro che fa venire i brividi. Anche i duemila tifosi del Benevento partecipano alla terapia di gruppo.

E’ una gara di solidarietà umana, la partita nel frattempo segue strade tutte sue e in pochi la seguono con interesse calcistico. Saponara gioca dall’inizio, viene in mente la sua lettera così commovente pubblicata in ricordo di Davide e passa in secondo piano la bontà di una prestazione convincente dopo un periodo difficile. Poi Simeone sbaglia un gol facile davanti alla porta, ma quattro minuti dopo Vitor Hugo segna di testa saltando da fermo a un’altezza che sembra davvero innescata dall’uso delle molle.

Lo scrive La Nazione oggi in edicola.

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