Il cadavere di Marco Ficini, 40 anni, il tifoso viola rimasto ucciso allo stadio Da Luz di Lisbona la notte di sabato, si trova adesso all’istituto di medicina legale della capitale portoghese.

Nella giornata di ieri si sono svolti alcuni accertamenti tecnici oltre all’esame esterno del corpo. Non è dato sapere se l’autopsia sia già conclusa o gli accertamenti peritali debbano ancora essere approfonditi, come è probabile. Gli inquirenti peraltro hanno già visionato le immagini delle telecamere fornite dalla società che gestisce la sicurezza dello stadio del Benfica a Lisbona. Ma sono riusciti anche a recuperare diversi fotogrammi di filmati girati con il telefonino da altri tifosi che si trovavano lì e che hanno messo in rete questi momenti da incubo.

Grazie alle indagini avviate subito per omicidio la polizia giudiziaria lusitana è riuscita a individuare il presunto aggressore alla guida della macchina. Secondo quanto riferito, per il momento informalmente, alle autorità italiane l’aggressore è un ultras del Benfica appartenente al fan club ‘No Name Boys’ che sarebbe già stato interrogato.
Non si conosce l’imputazione esatta. Ma le immagini delle telecamere e i filmati dei telefonini sono impietosi e descrivono una dinamica dei fatti veramente terribile. Secondo la ‘CM’ di Lisbona organo di informazione qualificato e credibile, il povero Ficini è stato trascinato sull’asfalto per oltre 30 metri.

Dall’esame incrociato dei filmati forniti dal Benfica e dai video trovati in rete grazie a diversi testimoni che vivono nelle vicinanze dello stadio, proprio dove sono avvenuti gli scontri, emerge che il veicolo non solo ha accelerato verso Ficini, ma dopo il forte impatto col tifoso viola e dello Sporting, ha continuato la corsa trascinando tra le ruote e la carrozzeria il corpo del poveretto. Per oltre 30 metri. «Questo significa, aggiunge il giornale portoghese, che questo non è stato un incidente, ma un atto intenzionale e quindi è confermato che il caso è oggetto di indagine come un omicidio dalla polizia giudiziaria, che ha identificato il conducente in questione».

 

La Nazione