27 Ottobre 2020 · 13:02
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Milenkovic muro contro la Juventus, adesso la difesa a tre diventa una certezza della Fiorentina

Pezzella il capitano, Milenkovic il leader, Caceres l’equilibratore: così la difesa della Fiorentina ha trovato il punto d’incontro definitivo tra i suoi vari componenti e l’ha fatto proprio nell’occasione migliore e necessaria, cioè quando di fronte si sono palesati Cristiano Ronaldo e Higuain.

Nulla o quasi nulla ha concesso la retroguardia viola alla Juventus e per la prima volta in stagione Dragowski non ha subìto gol: fin troppo facile dire che la Fiorentina riparte da quei tre dietro e dalla consapevolezza di avere un reparto che adesso sì, offre le adeguate garanzie.

Poi le situazioni (e le squadre avversarie) contingenti suggeriranno a Montella di tornare alla difesa a quattro, avendo tra l’altro un’ampia varietà di scelte per farlo, ma intanto la partita contro i campioni d’Italia ha detto che questo è l’assetto da preferire per la compattezza strutturale da un lato e per la possibilità di sfruttare al meglio le caratteristiche degli esterni Lirola e Dalbert: casomai, per accentuare il peso offensivo, il 3-5-2 anti Juventus può diventare 3-4-3 rinunciando ad un mediano, ma questo è un altro discorso.

Qui va sottolineato come sabato pomeriggio siano state gettate le fondamenta – che hanno tutta l’aria di essere solide – della nuova Fiorentina con un pilastro che si chiama Nikola Milenkovic.

Il centrale serbo è stato monumentale. Ronaldo, Higuain, Bernardeschi, chiunque è capitato dalle sue parti ha trovato un muro invalicabile, ma più di ogni altra cosa ha impressionato la sua personalità dirompente (58 palloni giocati, 40 passaggi riusciti, 23 recuperi) tanto da far sembrare facili le cose che facili non sono: una qualità che appartiene ai grandi giocatori e Milenkovic lo è indiscutibilmente nel ruolo. Non dimenticando che si parla di un giovane che compirà 22 anni il 12 ottobre e adesso si spiega perché il Manchester United fin dallo scorso inverno era pronto a mettere 40 milioni sul tavolo per portarlo a casa.

Caceres di anni in più di Milenkovic ne ha dieci e grandi discorsi sul futuro non sono appropriati, ma ha tutto per essere un caposaldo della Fiorentina del presente: il suo impiego nella difesa a tre ha permesso all’ex Partizan e a Pezzella di avere il sostegno che in precedenza non c’era stato e quella con la Juventus non era proprio la partita giusta per ripetere le mancanze evidenziate col Genoa e col Napoli. L’uruguaiano svolge il compito con semplicità, non esagera, usa l’esperienza e il mestiere, conosce i tempi e i movimenti della marcatura, sa leggere le azioni, è rapido nelle chiusure: Pezzella e Milenkovic ci hanno messo molto del loro per agevolare l’ultimo arrivato (appena un allenamento tutti insieme), ma il merito è soprattutto di Caceres che si è calato benissimo nella nuova realtà, dando ragione a chi l’ha preso e a chi ha puntato subito su di lui.

La strada della risalita è ancora lunga, ma la Fiorentina sa di poter contare su una difesa in grado di reggere l’urto contro chiunque. Non è mica poco.

Corriere dello Sport

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