26 Gennaio 2022 · 03:55
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Mezzano incorona Bianco: “Presto sarà titolare della Fiorentina. A 15 anni capiì sarebbe arrivato”

Luca Mezzano il tecnico che lanciò Bianco dai dilettanti, racconta la crescita del talento della Primavera viola

 

Moena, stadio Benatti, 31.07.2021, allenamento mattutino, foto Lisa Grelloni. Copyright Labaroviola.com

La storia di Alessandro Bianco è quella di uno dei pilastri della Fiorentina Primavera, classe 2002′. Proprio quando il Torino lo mette alla porta, lui non si dà per vinto e riparte dai dilettanti. L’esordio a quindici anni fra i grandi è col Chisola in Eccellenza, alle dipendenze del tecnico Luca Mezzano, già calciatore di Torino ed Inter: “Alessandro arrivava dagli Juniores, venne ad allenarsi con noi in prima squadra. Già dai primi esercizi e dal riscaldamento si notava che avesse un approccio da professionista. Nella prima partitella fece un doppio passo ad uno dei miei difensori centrali titolari lasciandolo sul posto, fu il suo biglietto da visita che gli fece meritare convocazione ed esordio in serie A. So che mister Italiano quest’anno lo ha provato a fondo nel ritiro di Moena, sembrava addirittura che potesse essere nel giro dei 15 che avrebbero giocato, poi solo l’arrivo di un campione come Torreira lo ha messo un attimo in attesa. Esordio? La coppa Italia lo ha visto già esordire con Benevento e Cosenza, vedrete che quest’anno farà qualche apparizione e dal prossimo potrà far parte in pianta stabile del gruppo di Vincenzo Italiano”.

Prima di Natale è arrivata l’investitura nientemeno che al Galà del Calcio, eletto miglior Primavera. Nella rosa di Aquilani, ha completato la schiera di trofei portando a casa, la supercoppa Primavera, in casa dell’Empoli campione d’Italia.

“Una gara che ci ha fatto penare davanti alla tv, la sua ammonizione dopo pochi minuti sembrava doverlo limitare, essendo il suo tipo di gioco pieno di energia ed impeto. Invece ha retto fino al supplementare, risultando uno dei pilastri della rimonta avvenuta nel secondo tempo”- confessa felice il padre Mario. La sensazione nel vederlo giocare è quella di uno che non molla mai, blocca e riparte, cuore e polmoni che gli permettono di avere il costo to cost nelle gambe. Italiano se lo coccola e lo fa crescere a braccetto coi titolari, in attesa del grande passo.

Marco Collini

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