Una settimana e comincia il campionato. Per chi non ha le coppe, i preliminari di Europa League, le amichevoli di lusso, sembrava quasi impossibile. Una sorta di miraggio. Altro che “Cup of traditions”, oppure Opel Cup, domenica 19 agosto, compleanno di Dragowski, Prandelli e… del sottoscritto, comincia la stagione 2018-2019. Il calendario recita Sampdoria-Fiorentina alle 20,30, e la febbre sale. La curiosità sale. La voglia di Fiorentina prende ogni cosa, e mette a tacere polemiche di ogni genere: si gioca Sampdoria-Fiorentina, tutto il resto è noia.

Eppure le domande si accavallano, i dubbi si moltiplicano: la Fiorentina è più o meno forte dello scorso anno? Rispondiamo noi: la Fiorentina è più forte dello scorso anno. E andiamo nel dettaglio. Alban Lafont, è migliore di Sportiello. Alzi la mano chi è contrario: in uscita, di piede, tra i pali, addirittura sui calci di rigore… Lafont è superiore a Sportiello, e probabilmente è un acquisto (vedi plusvalenza) che farà la fortuna della Fiorentina. Andiamo avanti: Milenkovic terzino destro. Non è il suo ruolo, il serbo è un centrale di natura, ma in una difesa a tre (oppure a tre e mezzo) riteniamo che la sua duttilità, la sua forza fisica, il suo tempismo sia funzionale alla difesa viola. Che da tre in fase offensiva, si trasforma a quattro in quella difensiva, con Biraghi che torna sulla linea dei quattro.

Capitolo centrocampo. Noi lo diciamo subito: Jordan Veretout è il prossimo centrale della Fiorentina. Il francese nasce mezzala, Pioli lo prova nel mezzo per necessità, che ad un tratto si trasforma in virtù. Jordan risponde presente, anzi… sbalordisce per duttilità tattica. Sopratutto alla luce di Gerson interno sinistro ed Edimilson interno destro. In alternativa Benassi, con Dabo jolly centrale. Norgaard? Si deve fare, si deve costruire. Noi lo aspettiamo, ma intanto il campionato va avanti.

Attacco: Simeone non si tocca. Anche se quelle occasioni, come contro lo Shalke, vanno messe dentro. Dietro di lui Vlahovic, autentica promessa, un po’ acerbo, forte fisicamente. E per questo entra in forma più tardi. Quindi Mirallas, l’usato sicuro che si deve ambientare e formare il 4-3-3 di Pioli… al meglio. Chiesa è un fuoriclasse, punto. Pjaca è un ipotesi di campione. Altro punto. Sta a lui trasformarsi in fuoriclasse, ed in valore aggiunto per la squadra di Pioli.

Come vedete, la Fiorentina di Pioli ha tante frecce al proprio arco. Difesa bloccata, attacco già fatto con il tridente Chiesa, Pjaca, Simeone già lanciato nell’Olimpo. Centrocampo? A tre, e non si discute. Però: Veretout? Dopo la squalifica, tornerà sulla sx, o Pioli lo metterà nel mezzo? Ed Edimilson, fa il centrale o la mezzala? E Gerson, e Benassi? E Norgaard, sostituto di Badelj nel mezzo (o ennesimo tra le linee) fa il centrale? Oppure anche lui si prostituisce ad aiutare la squadra in mezzo al campo?

La verità è che ora tocca a Stefano Pioli. Fiorentina più forte in difesa: Lafont migliora Sportiello. Milenkovic migliora Laurini. Pezzella, Vitor Hugo e Biraghi si conoscono, sono sempre gli stessi, offrono garanzie. Attacco giovane e volenteroso: Simeone unica punta, ai suoi fianchi Pjaca (o Mirallas) e Chiesa. Non male. Il nodo è a centrocampo. Per noi, alla 4° giornata, quando al San Paolo ci sarà in programma Napoli-Fiorentina, il centrocampo recita: Edimilson centrale, Veretout interno destro, Gerson interno sinistro. Fiorentina con sette punti all’attivo che può tentare il colpaccio. In alternativa (ad esempio nelle prime due giornate) Dabò centrale, con Gerson e Benassi sulla corsie esterne. In attesa di tempi migliori.

Come ha detto Antognoni? “Il nostro obiettivo è il sesto posto, dobbiamo raggiungere la Lazio”. E la Fiorentina ci proverà. Oltre alla coppa Italia che è un modo come un altro per accedere ai preliminari di Europa League. La Fiorentina è una sola, la tifoseria è una sola, Firenze è una sola, e allora… qual è il problema? Nessuno, l’importante è che la gente tifi la Fiorentina. Ora e sempre.

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