Martelli: "Batistuta si allenava fino a notte fonda. Molto legato a Antognoni e Borgonovo, e quel rigore di Baggio..."
Baggio è un sentimentale, per lui la maglia viola ha sempre rappresentato qualcosa di unico
Franco Martelli, storico massaggiatore della Fiorentina per quasi un decennio, ha rilasciato una lunga intervista disponibile sulle pagine del settimanale Viola Week: "L’opportunità di lavorare con Borgonovo è stata qualcosa di unico. Al di là del nostro rapporto sul lettino, ci legava una grande amicizia anche fuori dal campo. E’ una persona che mi è sempre rimasta nel cuore e ho seguito la vicino ogni sua traversia personale fino alla scomparsa".
Prosegue con un pensiero su Giancarlo Antognoni: "Antognoni? Sono sempre stato legato a lui e al suo calcio. Non appena se ne andò lasciò un vuoto incolmabile negli spogliatoi. Sono felicissimo che sia tornato in società".
E su Roberto Baggio: "L’addio di Baggio? Roberto è un sentimentale: nel suo primo anno a Torino soffrì molto il cambiamento di ambiente. Per lui la maglia viola ha sempre rappresentato qualcosa di unico. La scelta di non calciare quel rigore a Mareggini l’ho sempre interpretata come una volontà di dire grazie alla città che più di tutte gli ha permesso di crescere".
E conclude con il suo ricordo di Gabriel Omar Batistuta: "Di Batistuta in quel suo primo anno ricordo i piedi: erano a dir poco orrendi. Però Gabriel aveva una determinazione tale negli allenamenti che ci aveva già fatto capire di che pasta fosse: fino a notte fonda si allenava ai campini calciando in porta, costringendo l’allora magazziniere Sghibbe a rincorrere i palloni per tutto il campo sportivo e a restare a bordo campo finché Bati non tornava a casa".