Marinozzi: "Paratici ha fatto un disastro, doveva essere lui a difendere l'allenatore e lo ha cacciato"

Il telecronista è intervenuto per parlare di Fiorentina e di Paratici

08 settembre 2026 17:58
Marinozzi: "Paratici ha fatto un disastro, doveva essere lui a difendere l'allenatore e lo ha cacciato" -
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Il giornalista e telecronista di DAZN Andrea Marinozzi, dal proprio canale YouTube, ha analizzato con fermezza la decisione di Fabio Paratici di sollevare dall'incarico Fabio Grosso dopo soli tre turni di Serie A per richiamare Paolo Vanoli sulla panchina della Fiorentina.

Di seguito la rielaborazione del suo intervento:

La bocciatura della dirigenza "La fase di sofferenza prosegue senza sosta, è una vera e propria notte buia per i colori viola. L'operato di Paratici merita un giudizio del tutto negativo. Indipendentemente dalle operazioni di mercato, la responsabilità di congedare Grosso dopo tre sole gare ricade interamente su di lui. Si era parlato di un percorso a lungo termine, una pianificazione che non può interrompersi bruscamente dopo un avvio così breve. Grosso non rientra tra i tecnici che prediligo e personalmente non avrei puntato su di lui, ma una volta investito del ruolo la società aveva il dovere di tutelarlo almeno fino alla pausa per le Nazionali. A meno che, ovviamente, non si siano verificati attriti interni".

I dubbi sul rientro di Vanoli "Si tratta di una gestione che non condivido, pur con la curiosità di capire cosa saprà fare ora Vanoli. Anche questo suo ritorno mi lascia perplesso: per ragioni di coerenza mi sarei atteso una terza via, una figura sul profilo di Thiago Motta. Per quanto riguarda l'organico allestito in estate, non è stato salvaguardato alcun nucleo storico. Chi subentra in panchina necessita di certezze e fondamenta solide, elementi che al momento mancano del tutto".

L'assenza di una struttura "Per costruire occorre prima di tutto la struttura spessa, la parete su cui collocare i singoli pezzi. Paratici ha finito per abbattere quella struttura. È probabile che molti degli innesti finiscano per integrarsi al meglio, ma l'intero percorso è stato forzato dall'arrivo contemporaneo di troppi volti nuovi. Si pensi alla cessione di Kean, all'ingaggio di interpreti offensivi con caratteristiche differenti o alla permanenza di Dodô in presenza di alternative già in organico. Non resta che attendere i primi riscontri del lavoro di Vanoli".