Marino: "L'esonero di Grosso è prematuro, i dirigenti della Fiorentina hanno deciso di pancia"
Il direttore del Bari ha parlato del ritorno in viola di Paolo Vanoli e dell'esonero di Grosso
Il direttore generale del Bari, Pierpaolo Marino, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per esprimere la sua opinione sul momento critico della Fiorentina: «Ho seguito un paio di sfide dei viola e questo avvio mi ha spiazzato. Sconosco le ragioni profonde che hanno spinto all'esonero di Grosso dopo appena tre turni, considerando che era stato scelto per avviare un nuovo corso. Veder crollare il progetto così in fretta è inaspettato: in genere si tende a concedere tempo, specie di fronte a una rosa ampiamente ritoccata. Subire 9 reti mettendone a segno solo una era imprevedibile. Il licenziamento di Grosso mi lascia perplesso, ma la dirigenza avrà avuto le sue buone motivazioni per procedere».
Mercato e il Ritorno di Vanoli «L'operato di chi rifonda una squadra va valutato sulla lunga distanza. Le recenti affermazioni di Grosso lasciano intendere che non tutte le operazioni siano state da lui condivise, anche se le mie sono semplici intuizioni dall'esterno. Mi meraviglia che manager navigati abbiano optato per una scelta d'impulso. Allo stesso modo, mi ha sorpreso il richiamo di Vanoli. In ogni caso, nutro grande stima nei confronti della dirigenza viola e non intendo dare giudizi affrettati».
Il Legame con i Viola «Provo un forte dispiacere per la Fiorentina, un club che ho sempre guardato con affetto e a cui sono stato vicino in più occasioni. L'ultimo contatto risale all'era Della Valle poco prima della cessione, senza dimenticare l'epoca Pontello, quando preferii rimanere a Roma. Oggi la mia realtà è Bari, ed è una delle sfide più stimolanti della mia carriera».
Il Profilo di Beto «Fui io a portarlo in Italia ai tempi dell'Udinese. Parliamo di un professionista impeccabile per serietà. Dal punto di vista tattico predilige attaccare gli spazi verticali piuttosto che stazionare in area. In progressione tocca velocità superiori ai 35 km/h, ma necessita di campo davanti a sé per rendere al meglio; l'ideale è sfruttarlo negli spazi aperti. Se ricorda Kean? Ha analogie, pur essendo meno strutturato sul piano muscolare ma più agile e slanciato. A Udine realizzò reti partendo direttamente da metà campo; lo ribattezzai 'la gazzella' proprio per l'impressione di leggerezza che trasmette quando accelera».