Mareggini difende De Gea: "Tutti i portieri hanno dei difetti, ricordatevi tutti i gol che ha salvato"
L'ex portiere viola ha parlato dell'attuale primo difensore spagnolo
Ospite della trasmissione "Palla al centro" su Radio FirenzeViola, l'ex estremo difensore della Fiorentina Gianmatteo Mareggini ha ripercorso il passato, soffermandosi poi sull'attualità dei portieri gigliati, a cominciare dal celebre rigore neutralizzato contro la Juventus:
"Qualcuno lassù mi ha protetto e, grazie a un vero e proprio volo d'angelo, riuscii a sventare quel tiro in un'atmosfera da favola, incorniciata da una coreografia memorabile. Neutralizzarlo a Roberto Baggio sarebbe stato un'impresa disperata, data la sua imprevedibilità; fortunatamente calciò De Agostini e riuscii a respingerlo."
Spostando il focus sul momento e sulle caratteristiche di David De Gea, Mareggini ha analizzato l'episodio del match contro il Sassuolo:
"La seconda rete subita a Reggio Emilia non era alla portata di un portiere: la scelta di restare in piedi rappresenta già un pregio, perché se Laurienté avesse optato per il primo palo, De Gea lo avrebbe bloccato. Se l'iberico sventa così tante conclusioni è proprio grazie a questa abitudine di non sbilanciarsi, ma il tiro dell'esterno neroverde era semplicemente imparabile. Ovviamente De Gea ha i suoi margini di miglioramento, come chiunque, e penso soprattutto alle uscite alte, un fondamentale su cui si può sempre lavorare, a qualsiasi età. Del resto, io stesso ho imparato a disimpegnarmi con i piedi, persino con il sinistro, soltanto nella fase calante della mia carriera."
Parlando poi del giovane Tommaso Martinelli e del suo percorso di crescita lontano da Firenze, Mareggini ha aggiunto:
"Seguo con grande interesse la sua evoluzione e sono felice di come si sta sviluppando. Auspicavo per lui un'esperienza in piazze calde e formative come Genova, sponda Sampdoria, o Avellino; se questa stagione dovesse concludersi positivamente, allora sarà davvero pronto per rientrare alla base e giocarsi le sue carte a Firenze. Smetto di ripetere che ha bisogno di farsi le ossa. La scelta di confermare De Gea quest'anno, a mio avviso sacrosanta, partiva dal presupposto di vedere una Fiorentina impostata su canovacci tattici differenti rispetto alla passata stagione. Disporre di un reparto arretrato blindato e di una mediana capace di dettare i ritmi cambierebbe radicalmente lo scenario. Trattenere De Gea costituisce un requisito imprescindibile per ambire a traguardi europei, un livello di garanzia che un prospetto come Martinelli, privo del necessario bagaglio di esperienza, non può ancora assicurare."