Maifredi: "Grosso non aveva la squadra dalla sua parte, nessun calciatore lo ha difeso o salutato"
L'ex tecnico bianconero ha parlato dell'esonero di Grosso
L'avvio di campionato ha già fatto registrare due avvicendamenti in panchina nell'arco dei primi quattro turni. Il primo cambio si è consumato in casa Fiorentina, con Paolo Vanoli ritornato alla guida del club — dopo l'addio forzato della scorsa stagione — prendendo il posto del sollevato Fabio Grosso. Il secondo ribaltone è avvenuto a Bologna, dove nelle prime ore del mattino è stato ufficializzato l'ingaggio di Raffaele Palladino come successore di Domenico Tedesco.
L'addio di Grosso: decisivo il parere dello spogliatoio
Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, Luigi Maifredi ha espresso la propria lettura sulla decisione presa a Firenze: "A giudicare dalle indiscrezioni, Grosso si era ormai estraniato dal percorso societario. Di fronte a determinate affermazioni, la rottura diventa inevitabile. Ritengo che la dirigenza abbia consultato i giocatori: se lo spogliatoio si fosse schierato a sua difesa, il licenziamento non ci sarebbe stato".
Bologna, una valutazione errata in partenza
Infine, una riflessione sull'esito della parentesi emiliana: "Chi di dovere ha valutato l'operato del tecnico nell'arco di questi due mesi, senza basarsi unicamente dal KO di Napoli. La dirigenza si è semplicemente resa conto che Tedesco non possedeva le caratteristiche adatte per affrontare il calcio italiano".