di Paolo Lazzari

Al di là di ogni facile retorica, oltre le coincidenze, la vittoria di ieri a Torino – che segue a quella contro il Benevento – ci racconta di una Fiorentina radicalmente cambiata, dopo la scomparsa del suo capitano.

Sì perché la squadra tecnicamente limitata e spesso abulica alla quale ci stavamo tristemente rassegnando, adesso sembra un lontano ricordo. Forse sarà soltanto un fuoco di paglia, magari no. Sta di fatto che, ci sembra di poterlo affermare oltre ogni ragionevole dubbio, dopo la perdita di Davide Astori la Fiorentina ha cambiato marcia.

Dopo il tragico evento si aprivano due strade: una era quella del baratro. Nessuno avrebbe potuto biasimare la Fiorentina, se fosse sprofondata nello sconforto e nella disperazione, anche sul lato sportivo. L’altra – quella scelta dai ragazzi in maglia viola – era quella della reazione, per Davide.

Così, una squadra che sembrava avere già dato tutto quello che poteva, depressa, sfibrata e senza obiettivi, torna incredibilmente a puntare all’Europa: Samp e Atalanta, del resto, distano soltanto 3 punti. Chi ci avrebbe scommesso, fino ad un mese fa? Eccolo, quindi, l’ultimo assist del capitano: ha regalato un cuore, da gettare oltre l’ostacolo, ad una squadra altrimenti priva delle energie sufficienti per tentare l’impresa.

Gli stessi giocatori se ne sono accorti: “Abbiamo fatto una gara di cuore”, hanno dichiarato in molti. Quello stesso cuore che, a volte, consente di superare anche i limiti tecnici e mentali. Avanti così, quindi, Fiorentina. E grazie, Davide, per tutto quello che stai continuando a fare.