Chiesa, e Bernardeschi abbracciati, in azzurro, dopo il gol dell’ex viola all’Ucraina. Immagini di un recente passato fiorentino. Sogno viola infranto dalla fuga di Berna verso la Juventus. Sono, loro due, il meglio del calcio italiano. Peccato che i tifosi della Fiorentina se li siano goduti per una sola stagione. Era il 2016/2017 e, con Paulo Sousa in panchina, i due Federico furono gli unici volti sorridenti di un’annata triste.

Secondo quanto pubblicato dal Cies Football Observatory nel suo report settimanale, prendendo in esame la «stabilità» delle squadre nei cinque campionati più importanti d’Europa: Liga, Premier, Ligue 1, Bundesliga e Serie A. In pratica, lo studio, analizza la permanenza media dei giocatori in ogni singolo club e, per la Fiorentina, il risultato non è dei migliori.

Anzi. I viola infatti, per instabilità, sono undicesimi in Europa, con una permanenza media dei propri calciatori pari ad 1,06 anni. Peggio di lei fanno soltanto Parma (0,65), Caen (0,74), Frosinone (0,75), Bologna (0,90), Genoa (0,92), Betis (0,96), Rayo Vallecano (0,99).

Realtà «piccole», e quasi
sempre escluse dalle competizioni europee. In Italia la società viola si ritrova in piena zona retrocessione. Sedicesima, seguita soltanto da Genoa, Bologna, Frosinone e Parma. Il club che trattiene per più anni i propri giocatori è invece il Napoli, davanti a Roma , Lazio, Juventus e Chievo.

Come mai questo dato? Semplice. Basta pensare a quanto successo negli anni scorsi e, in particolare, all’estate del 2017. Bernardeschi, Kalinic, Borja Valero, Vecino, Ilicic. Sacrificati sull’altare di un bilancio fuori controllo. Loro, come Cuadrado, Gomez, Gonzalo Rodriguez, Alonso. Giocatori forti, che la Fiorentina (soprattutto per una questione di ingaggi) non si poteva più permettere. Non solo. C’erano, infatti, anche un sacco di esuberi da piazzare. Gente passata senza lasciar traccia ma che, comunque, pesava sulle casse. E così, nel giro di un paio di stagioni, i viola hanno rivoluzionato la rosa. Questa l’analisi di questa mattina del Corriere fiorentino.

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