I piedi di Saul hanno fatto il miracolo, le mani di Donnarumma non ci sono riuscite. L’Italia under 21 lascia l’Europeo battuta ma non umiliata, perdendo la semifinale contro la favorita Spagna. Gli azzurrini hanno giocato alla pari fino a che non sono rimasti in dieci (evitabile espulsione di Gagliardini — 2 gialli in 8 minuti —, tradito dall’eccesso di foga) e solo dopo si sono arresi al talento diffuso della Spagna e alla serata di gala del tuttocampista dell’Atletico Madrid. Un giocatore che, a 22 anni, ha giocato 30 gare di Champions League e segnato 7 gol. Ieri si è portato a casa il pallone della gara con una tripletta in cui ha segnato di destro e di sinistro, da dentro l’area e da fuori area, di precisione e di forza.
Eppure l’Italia, anche in dieci, era riuscita a risalire dal primo svantaggio, con un gol di Bernardeschi, fortunato nella doppia deviazione che ha tradito Kepa ma testardo nell’inseguire il gol con un’azione caparbia. Poteva essere la svolta, ma il secondo gol di Saul è arrivato troppo presto e, in questa occasione, è certo che Donnarumma potesse fare di più. Si è tuffato un po’ in ritardo sulla fucilata dello spagnolo, come se fosse stato appesantito dalle troppe polemiche di questi giorni e dall’uso improprio dei social. Avrà tempo per crescere, ma deve fare tesoro di questa esperienza. In tutta sincerità, se l’Italia avesse avuto in porta Cragno al posto suo forse sarebbe stato anche meglio.

Peccato, perché fino all’espulsione di Gagliardini l’Italia aveva applicato alla perfezione la tattica studiata da Di Biagio: un 4-1-4-1 con proprio l’interista davanti alla difesa, Bernardeschi e Chiesa larghi, Benassi più stanziale e Pellegrini pronto all’incursione. Petagna davanti a fare sportellate con tutti. Magari non uno spettacolo di tecnica, ma di sicuro di impegno. E chi vuole i violini può tranquillamente accomodarsi a teatro. Particolarmente importante è stato il lavoro di Bernardeschi e Chiesa, che non hanno mai lasciato soli i due terzini (Calabria e Barreca), andando a raddoppiare su Deulofeu e Asensio. Celades, a metà del primo tempo, ha invertito i suoi esterni per cercare di mettere scompiglio nella difesa azzurra.

La Spagna, come previsto, ha tenuto più palla. L’Italia ha impegnato di più il portiere avversario: prima con un tiro di Pellegrini respinto di piede da Kepa e poi con un colpo di testa di Caldara, su azione di calcio d’angolo, che ha costretto il portiere basco a un intervento non facile in arretramento.
Nella ripresa, oltre alla classe, è venuta fuori anche la maggior freschezza degli spagnoli (due giorni in più di riposo) e, senza gli squalificati Conti e Berardi, Di Biagio aveva poco in panchina. La vittoria è il risultato giusto, sarebbe stato bello potersela giocare alla pari.

Corriere della Sera

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