La partita contro il Crotone è per certi versi, lo specchio della stagione della Fiorentina. Un gioco discreto, un buon palleggio, una difesa che spesso balla e compie errori banali (vedi Sanchez) e un attacco che spreca tanto. Una squadra senza un minimo di cattiveria agonistica. Perché non sempre ti può andar bene di vincere al 90° e noi quest’anno questo bonus ce lo siamo giocati già troppo spesso.

Ormai sta capitando sempre più spesso, una squadra cattiva si mangia l’erba e alla prima mezza occasione ci mette tutta la rabbia che ha addosso per fare gol. Probabilmente questa squadra non è arrabbiata, oppure lo è solo a parole, perché se rivedi tutte le occasioni della Fiorentina, in ognuna di questa c’è una sufficienza da far paura, non c’è un minimo di rabbia in area di rigore o quando si va a calciare a tu per tu con il portiere. Spesso è mancato anche l’altruismo (vedi Tello e Babacar)

Attenzione, non manca la voglia di vincere, perché se così fosse non avremmo mai vinto due partite consecutive all’ultimo minuto. Manca la cattiveria agonistica.

Questa rosa ha al suo interno tanti giocatori bravi tecnicamente ma nessun cane da battaglia. Oggi Kalinic, che poi ha segnato un gol bellissimo, ha sprecato almeno cinque nette palle gol, in ognuna di queste non è mai andato sulla palla con la rabbia di dover segnare a tutti i costi. Se così fosse stato si sarebbe portato il pallone a casa, almeno uno.

La vittoria di oggi è stata decisa ancora una volta da Paulo Sousa. Una settimana fa quasi veniva giù lo stadio per aver tirato fuori dal campo Bernardeschi e non Tello, lo stesso Tello che poi ha servito l’assist decisivo a Kalinic per il gol vittoria. Oggi invece toglie Chiesa e mette Saponara, toglie Badelj e inserisce Olivera per creare gioco sulle fasce per cercarè di favorire le due punte e l’inserimento di Babacar entrato per Ilicic. Proprio questi cambi hanno fatto vincere la partita alla squadra viola con Saponara che si è inventato una giocata da applausi per Kalinic.

Oggi elogiare Sousa vuol dire andare controcorrente ma tocca farlo perché quando c’è stato da criticare lo abbiamo fatto. Oggi c’è da rendere merito al tecnico portoghese.

 

Flavio Ognissanti

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