Natalie Weber, la moglie di Mauro Zarate, ha rilasciato un’intervista a Viola Week, il settimanale della Nazione, queste le sue parole:

“Era la prima volta nella mia vita che sentivo pronunciare la parola del tumore riferita a me. Ho avuto paura di morire, perché è inevitabile associare questa parola alla morte. Mauro mi ha raggiunto in Argentina appena ha potuto, ho pianto tantissimo e lui con me. Era a Moena quando gli ho dato la notizia ma per rispetto della società e dei tifosi ha aspettato prima di partire. Ho lottato soprattutto per i miei figli. La mia forza sono stati loro, li guardavo e pensavo che volevo vederli crescere, andare a scuola e condividere tutto questo con loro. Adesso Mauro sta giocando poco, ci aspettavamo che potesse farlo con più regolarità. Ma sia io che lui rispettiamo le decisioni del mister, non sono nessuno per giudicare ma Mauro per me non è un giocatore da stare sempre in panchina. Con quello che abbiamo passato non se lo merita”.

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