La voglia di arrivare sesti solo per l’orgoglio e per dimostrare a Sousa che aveva ragione

La storia insegna che chi arriva terzo in classifica poi ha grandi difficoltà nel corso della stagione

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Firenze, stadio Artemio Franchi, 22.04.2017, Fiorentina-Inter, Foto Fiorenzo Sernacchioli. Copyright Labaroviola.com

Una corsa nemmeno tanto frenetica verso quel triste sesto posto, che vale pur sempre un preliminare di Europa League. Da non disprezzare, anche se sballerebbe tutta la stagione, come insegna buona parte della storia recente di chi ci è passato. Il Sassuolo, per esempio. Ma anche l’Inter del dimenticato Stramaccioni. Partenza a tutto fuoco e poi addio, arrivederci. Più o meno le cose funzionano così. Sarà anche per questo che poi, alla fine, non è che ci si scapicolla per arrivare davanti. Chiaro, c’è l’orgoglio, quello la Fiorentina lo sta più o meno tirando fuori. Arrivare sesti significherebbe poter dire di aver rispettato gli ordini di inizio stagione. E Paulo Sousa potrebbe salutare tutti sostenendo di aver fatto il massimo con le uova che Cognigni e Corvino gli avevano messo nel frigo. La frittata non era un granché, però era commestibile, perlomeno quello.

 

Benedetto Ferrara, La Repubblica

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