Fiorentina e Genoa parlano. Da almeno 20 giorni. E il segnale più incoraggiante per i viola è che da quel momento, ovvero da quando Corvino chiese notizie del giocatore telefonando al collega rossoblù, Giovanni Simeone è rimasto fuori da aste di mercato. La sensazione, dunque, è che la mossa d’anticipo della Fiorentina possa in un certo senso aver convinto il Genoa a tenere in seria considerazione la proposta viola, scoraggiando (almeno in questa primissima fase del mercato) l’inserimento di eventuali concorrenti.

Il discorso Simeone, d’altra parte, sembra seguire un filo assolutamente logico nelle dinamiche degli affari estivi della Fiorentina. L’addio di Kalinic porterà soldi, tanti soldi, e libererà nello scacchiere del reparto offensivo a disposizione di Pioli, una casella molto importante. Se non decisiva. Da qui la necessità di reinvestire (in parte) i proventi della plusvalenza di Kalinic e inserire in rosa un centravanti comunque all’altezza della situazione.

Il nome di Simeone è stato il primo ad essere preso in considerazione da Corvino e la mossa nei confronti del Genoa è stata lesta e mirata. I rossoblù chiedono una ventina di milioni per il giovane attaccante, figlio del Cholo Simeone, ma l’assalto della Fiorentina, pur non spingendosi fino alle pretese rossoblù sarebbe ugualmente allettante: una stagione in prestito (oneroso e quindi pagato) più un diritto di riscatto (obbligatorio) da far valere fra un anno per una cifra intorno ai 15 milioni di euro.

Conti alla mano, se la Fiorentina dovesse riuscire a cedere Kalinic per i 30 milioni che Della Valle considera il prezzo giusto del croato, la metà andranno nella casse del Genoa per sistemare Simeone in mezzo al nuovo attacco.
L’innesto di Simeone darebbe poi alla nuova squadra una consistenza tecnica molto positiva, con un reparto avanzato che vedrebbe il ’Cholito’ accanto a Chiesa e Saponara, senza dimenticare Babacar. Dunque, un pacchetto di giocatori giovani ma dalle ottime qualità e già con un buon bagaglio di esperienza.

Tutto su Simeone, dunque, ma la Fiorentina non può permettersi di rinunciare ad alternative, come Pavoletti del Napoli o Destro del Bologna. Posizioni (anche e soprattutto a livello finanziario) molto diverse quelle dei due attaccanti, e Corvino non ha mollato del tutto la doppia soluzione perché una volta che il Genoa dovesse cambiare posizione davanti alla proposta viola, la Fiorentina non può permettersi il lusso di rimanere spiazzata.
Quando la linea temporale oltre la quale il club di Preziosi potrebbe ritenersi libero e trattare Simeone con qualcun altro? Indicativemente la fine del mese, ovvero un attimo prima che il mercato estivo apra ufficialmente i battenti.
La Nazione

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