La Nazione, tutte le condizioni che possono portare Sirigu alla Fiorentina

Sirigu nuovo portiere viola? Ecco perché si può

Ci sono magari altri rinforzi da scovare in difesa e non è ancora il tempo per tirare su i pesci con la rete (cit. Corvino), eppure c’è un buon giocatore che si intende di reti pronto a traslocare da un top club a condizioni particolari: il nome di Salvatore Sirigu era già stato accostato alla Fiorentina a gennaio, questo sarebbe però il momento favorevole per approfondire seriamente il concetto con il club francese. Prezzi e condizioni probabilmente irripetibili. Ci sarà da parte della Fiorentina la volontà di affondare il colpo? Perché un insieme di esigenze e/o aspirazioni personali potrebbe favorire un affare i cui costi – al contrario delle apparenze – potrebbero essere accessibilissimi. Ecco perché.

Sirigu ha ventinove anni, l’ultimo dei quali passato in panchina nel Psg dietro al portiere tedesco Kevin Trapp: un sorpasso scoperto in ritiro la scorsa estate, senza nessun preavviso da parte di Blanc. Colpo abbastanza basso, visti i precedenti. Logico che i rapporti con l’allenatore siano declinati, Sirigu ha giocato solo 6 partite in Coppa di Francia e 3 in Liga1 (224 minuti). Altre tre comparsate in Coppa di Lega.

Eppure anche senza aver mai giocato, o quasi, Sirigu è il vice di Buffon agli Europei: scontato che abbia intenzione di cambiare aria dopo una stagione fra le comparse e il ritorno in Italia è una priorità. Il Psg è pronto a favorirlo, per quanto possibile, anche in considerazione del comportamento irreprensibile di Sirigu nel corso di una stagione così difficile per lui.

E’ sfumata la trattativa con la Roma che ha preso il portiere brasiliano Alisson, classe 1992 e quella della Fiorentina sarebbe una destinazione graditissima. Sirigu è sotto contratto fino al 2018, l’ipotesi di spalmare lo stipendio è reale, il Psg potrebbe contribuire inoltre a coprirlo, almeno in parte. E il prezzo del cartellino? Dalla Francia arrivano indicazioni precise: un buon accordo si può trovare per l’acquisto. E per il prestito con diritto di riscatto? Ipotesi più percorribile con l’obbligo al posto del diritto, ma anche su questo si potrebbe ragionare. Ultima precisazione: Sirigu è rappresentato dal manager Giovanni Branchini, che fra gli altri rappresenta anche Montolivo. Rapporti ancora difficili con la proprietà viola? Possibile. Ma certamente con Corvino – già dagli anni passati – tutto è stato chiarito. E Corvino è il plenipotenzario assoluto, basta che gli affari siano funzionali. Aggiornamenti possibili.

 

Angelo Giorgetti – La Nazione

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