La Nazione continua il suo viaggio nei conti viola. Dal disastro economico Rossi-Gomez alla quotazione di vendita

Un importante aspetto resta la costruzione del nuovo stadio, quell'aspetto farebbe decollare il valore di mercato della Fiorentina

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Bisogna sempre ripartire dal bilancio del 2014, l’anno della grande scommessa Gomez-Rossi sfumata negli infortuni, fra zampe d’oca e legamenti infelici: 15 milioni in più di monte ingaggi e solo 5 di plusvalenze. Conti in tilt: 37 i milioni di rosso (15,5 nel libro mastro successivo) e colpo di scimitarra sul comparto sportivo dal Consiglio di Amministrazione. Danni economici collaterali: fino al consuntivo 2016 il peso degli ammortamenti di Gomez è stato di circa 13,5 milioni, per Rossi invece di 7,5. Una grande scommessa riuscita male, se è vero che nel 2013 la Fiorentina acquistò Gomez per quasi 20 milioni e il Napoli Higuain per 37 più bonus.

I costi e i ricavi tengono conto degli ammortamenti spalmati negli anni (costo del cartellino calcolato in funzione della durata dell’ingaggio) e le plusvalenze acquisiscono dunque un’importanza decisiva a fronte di un monte ingaggi mediamente superiore agli incassi per diritti Tv e Lega. E se la somme del ricavato commerciale più biglietteria corrispondono circa al 20 per cento del totale ricavi, è altrettanto chiaro che sul fronte dei costi il 75 per cento sia formato dal monte ingaggi più effetti dei movimenti di mercato. Una grandissima responsabilità per Corvino: gran parte delle risorse viola dipende da lui e dalla sua capacità di bilanciare il rapporto fra acquisti, cessioni e stipendi.
Sempre in tema di ammortamenti attuali, i riscatti obbligatori di Sanchez, Maxi Olivera, Cristoforo avranno un peso annuale di circa 6 milioni (fatta salva la possibilità di una loro eventuale cessione).

I Della Valle sono in un momento di riflessione, il più complesso da quando guidano la Fiorentina. L’amarezza di Andrea ha per la prima volta spiazzato anche Diego, è quindi un momento in cui tutto viene definito possibile. Ma in che senso? Mentre circolano notizie su dossier di vendita in ambiti finanziari, i report ufficiali certificano l’impegno economico sostenuto dalla famiglia Della Valle nel corso degli ultimi 15 anni: 278 milioni versati (18,5 di media annuale, ndr).
E’ utile ricordare che i Della Valle non hanno mai percepito utili (le presenze nei Cda sono a titolo gratuito, senza compensi milionari come accade in altre società) e nel caso di bilanci positivi le risorse sono state direttamente trasferite sul rendiconto successivo a copertura delle perdite pregresse.

Intuitivamente la Fiorentina potrebbe essere ceduta per una cifra vicina ai 300 milioni, prezzo obiettivamente fuori mercato per un club che non ha uno stadio di proprietà (e qui introduciamo l’altro nodo). Da metà degli Anni Novanta a oggi, in tutta Europa sono stati proprio gli stadi di proprietà ad incidere maggiormente sulla virtuosità di bilanci. In Italia l’impresa è riuscita a Juve, Udinese e Sassuolo, mentre l’Atalanta sta per avviare i lavori per ristrutturare lo stadio Azzurri d’Italia, di cui ha appena acquisito il possesso.
I Della Valle aspettano notizie dal Comune di Firenze e nel frattempo restano a distanza. Tenderanno la mano verso i tifosi, partecipando a un incontro in città che possa dissipare le incomprensioni?
La Nazione

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