La Juventus si è specializzata nel gioco d’anticipo. Dopo il “Pjanic 2016” (affare concluso il 10 giugno e ufficializzato il 13), Beppe Marotta e Fabio Paratici puntano al “Bernardeschi 2017”. In corso Galileo Ferraris è allo studio un’operazione lampo da attuare alla fine del campionato e della Champions. Come è stato lo scorso anno con il bosniaco e l’estate precedente con Dybala, ingaggiato ancora prima della finale di Berlino. Una data per Bernardeschi non c’è ancora, ma l’offensiva dei bianconeri ci sarà ed è programmata per i primi di giugno. I motivi sono diversi. Da un lato la Juventus vuole scoprire subito le carte con la Fiorentina, pronta in caso di brutte notizie a virare su altri obiettivi; e dell’altro punta a bruciare la concorrenza. A partire da quella dell’Inter, con la quale si annuncia un derby d’Italia prolungato e su più tavoli. Da Bernardeschi a Berardi fino a Marco Verratti. La proprietà cinese dell’Inter ha un portafoglio quasi illimitato e secondo i ben informati è pronta a spendere anche più di 150 milioni per finanziare la prossima campagna acquisti. Suning, causa Fair Play finanziario Uefa, potrà entrare in azione ufficialmente soltanto dal primo luglio. Anche per questo la Juventus va di fretta su Bernardeschi. La rapidità non è garanzia di successo, però potrebbe aiutare a dribblare pericolose aste con club italiani ed esteri (Chelsea e Bayern).

Strappare Bernardeschi a una rivale storica come la Fiorentina non sarà semplice, ma i campioni d’Italia hanno dimostrato in più occasioni di non temere le trattative sulla carta quasi impossibili. Un anno fa, di questi tempi, in pochi avrebbero scommesso una pizza su Pjanic e Higuain alla Juventus. Eppure è successo. Bernardeschi, molto più che in bilico a Firenze (difficilmente rinnoverà il contratto che scade nel 2019), non ha una clausola come nei casi dell’ex romanista e dell’ex napoletano. Non è un dettaglio, però non è necessariamente un ostacolo: in corso Galileo Ferraris stanno studiando una proposta all’altezza delle qualità del gioiello viola e tale da ottenere il semaforo verde dei Della Valle, sempre restii a trattare con i bianconeri (vedi casi Jovetic e Cuadrado).

Provarci, non significa riuscirci. Il piano c’è, l’esito si scoprirà a inizio giugno. A rafforzare il cauto ottimismo bianconero hanno contribuito anche le recenti dichiarazioni del presidente esecutivo della Fiorentina, Mario Cognigni: «Il futuro di Bernardeschi? Non possiamo ancora dire ai tifosi che lo blinderemo. Dobbiamo scappare da questo luogo comune. Federico è un giocatore importante che ha manifestato la volontà di restare a Firenze. La Fiorentina non si può identificare in un solo soggetto, la Fiorentina deve essere una società che è in grado puntualmente di riqualificarsi, di trovare degli elementi che tengono notevolmente alla maglia».

Se Marotta e Paratici hanno sottolineato in rosso il nome di Bernardeschi è perché il numero 10 viola risponde a diverse esigenze. E’ uno dei migliori talenti italiani, abbina qualità (13 gol stagionali) e personalità (non è da tutti accettare la 10 che fu di Baggio) e nel nuovo 4-2-3-1 varato da Massimiliano Allegri potrebbe occupare tutte le posizioni a ridosso di Higuain. Una sorta di “pago uno e compro 3”. Oltretutto italiano. Non è un mistero la volontà dei dirigenti juventini di aumentare la base tricolore della squadra in ottica futura.

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