La frase più sentita tra i tavoli del Caffè Paszkowski è stata “nel bene e nel male”. “Nel bene e nel male è stato il nostro presidente”, dice un tifoso guardando l’ex patron viola Vittorio Cecchi Gori seduto a un tavolo per una trasmissione su Rai1. “Nel bene e nel male ci ha fatto divertire, anche se poi siamo falliti”, continua un altro. Il produttore cinematografico e ex patron della Fiorentina quindici anni dopo il fallimento ha ritrovato l’abbraccio almeno di una parte di Firenze. Di quei tifosi, tanti coi capelli bianchi, accorsi nel bar di piazza della Repubblica per salutarlo. C’è chi gli chiede un autografo, chi una foto. Un gruppo lancia un appello:” Vittorio ricomprala tu la Fiorentina” mentre nel bar parte un coro: “C’è solo un presidente”.

Il sabato pomeriggio in uno dei caffè storici della città è un caleidoscopio di ricordi del passato e incertezze del futuro. Seduto sull’ultima sedia del bar l’ex patron appare sovrappeso e quasi irriconoscibile, ma ha ancora qualcosa da dire: “Il tempo passa, ma ci vengo volentieri a Firenze, ci verrei sempre. E’ la mia città”, spiega. Nell’attesa della trasmissione tv Sabato italiano, dove Cecchi Gori  già qualche settimana fa ha raccontato la sua storia di vittorie e sconfitte, l’ex patron parla di calcio, e di cinema, “la mia vita”. Non parla dei Della Valle: “li conosco poco e non mi piace parlare delle cose degli altri, ne resto fuori”, dice.

Ma della Fiorentina sì, di quella di oggi e di quella di ieri: “Non si puo’ dire che la Fiorentina possa tornare agli splendori di una volta o almeno e’ un po’ azzardato ma siccome la speranza e’ l’ultima a morire, speriamo che il destino faccia si’ che torni ancora piu’ bella di prima”, dice. Ma “Firenze non è solo la Fiorentina – spiega –  E’ la mia città, ho tanti ricordi”. E sulla squadra: “Pioli? E’ un bravissimo ragazzo, educato, quindi è un caro amico”, e per questo “mi auguro che le cose gli vadano bene. Non bisogna mai perdere la speranza”. Federico Chiesa? E’ un ragazzino, ma è un bel giocatore”, aggiunge mentre il suo volto si illumina quando qualcuno gli chiede cosa fa: “Mi occupo ancora di cinema che è la mia vita”, prosegue ricordando che da poco ha prodotto “‘Silence di Martin Scorsese. Per il prossimo anno ho in ponte un progetto in Giappone”. Così riporta la versione online della Repubblica di Firenze.

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