Non certo bella come nelle uscite precedenti, non altrettanto brillante e nemmeno propositiva… Ma, vincente. Ed oggi, facendo proprio un motto non troppo simpatico dalle parti di Firenze, è l’unica cosa che conta. Esatto. Perché la Fiorentina, grazie alla vittoria di misura ottenuta su un’Atalanta capace di condurre le operazioni per buona parte del match, conquista tre punti fondamentali che le consentono di riprendere la corsa bruscamente interrotta a San Siro.

La partita, come già accennato, si apre con una formazione bergamasca, rivisitata da Gasperini che schiera Pasalic davanti alla difesa e Gomez largo a destra, estremamente aggressiva e vivace. Il numero 10 argentino semina il panico sull’esterno e, almeno nelle prime battute, i viola non sembrano in grado di prendere le misure ad un avversario venuto al “Franchi” per fare la partita.

Le due squadre, dopo un primo tempo alquanto chiuso e asettico, scoprono le carte nella ripresa. E prima la Fiorentina, con un’iniziativa personale di Veretout, e poi gli ospiti, con il solito Gomez fermato da un prodigioso intervento di Milenkovic, provano provano ad alzare la testa.

La svolta arriva però attorno all’ora di gioco: quando Chiesa si invola sulla fascia, bruciando il diretto marcatore. L’esterno entra in contatto con Toloi e cade rovinosamente all’interno dell’area di rigore, per Valeri sussistono gli estremi per il calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Veretout che, con grande freddezza, spiazza Gollini e porta in vantaggio i viola.

La squadra di Gasperini, che alla disperata ricerca del pareggio butta nella mischia anche Rigoni, costretta a scoprirsi e la partita finalmente si accende. È proprio il nuovo entrato che, sfruttando un errore di Lafont in uscita, sfiora il gol… Trovando però la provvidenziale deviazioni di Biraghi.

La Dea ci prova, a fari spenti, e nei minuti finali c’è gloria anche per Lafont, fin qui non troppo preciso sopratutto nelle uscite. Il portiere francese, infatti, si riscatta con un prodigioso intervento sulla ravvicinata conclusione di Gomez. L’ultimo sussulto nel recupero. Biraghi, con un preciso calcio di punizione dal limite, trova la respinta dell’estremo difensore che però non impedisce al pallone di varcare la linea di porta.

Non succede più niente ed il direttore di gara, dopo cinque minuti di recupero, decreta la fine delle ostilità in un tripudio di sciarpe e bandiere viola.

Gianmarco Biagioni