Il calcio è opinabile, il calcio è discutibile. Il calcio è tutto ed il contrario di tutto, emanazione massima della vulgata popolare. Il calcio è la tesi di laurea del bar sport, materia commestibile (a volte fagocitabile) per tutti. Nessuno escluso. Però, c’è un però: davanti a numeri, cifre, fatti concreti ed inoppugnabili, anche il bar sport deve cedere il passo. Deve ascoltare ed incassare. Il Napoli, per esempio: ha chiuso lo scorso campionato a 91 punti, record assoluto nella sua storia. Per uno strano gioco del destino (leggi potere, politico ed economico) 91 punti non sono bastati per vincere il terzo scudetto. Ahhh, cosa mi tocca sentire, il terzo scudetto… andiamo avanti. Ma se ragioniamo di sport, di calcio, di giustizia sportiva, il Napoli 2017-2018 è la squadra campione d’Italia. Non c’è dubbio. Al posto della Juventus, un’azienda che foraggia l’intero sistema calcio, e basta. E che non ha nulla di sportivo, di etico, di regolare. Il Napoli è la squadra Campione d’Italia, 2017-2018. Punto.

Ma veniamo a noi… Dato che (attenzione al teorema) il Napoli non ha cambiato nessun giocatore, ma ha sostituito solo l’allenatore (dal neofita Sarri al pluridecorato Ancelotti), se ne evince che (non solo) il Napoli è forte come lo scorso anno, ma addirittura è più forte. Quindi la squadra che stasera ha affrontato la Fiorentina è più forte di quella che ha vinto lo scudetto. E beh, ha gli stessi calciatori ed un allenatore migliore, quindi… A volte anche nel calcio 2+2 fa quattro. Eppure a Firenze non va bene. Eppure Pioli non capisce nulla, non ha coraggio, non ha saputo sfruttare il Napoli peggiore della storia. Eppure la Fiorentina doveva vincere (per alcuni, addirittura stravincere) e la colpa, ovviamente, è dei Della Valle. E di chi, sennò?

Non voglio farla lunga, ognuno la pensi come vuole (ovviamente ritengo le sopracitate delle emerite str…) Però, guardiamo il bicchiere mezzo pieno: la Fiorentina, senza soffrire, senza subire, solo concedendo un possesso palla maggiore all’avversario, fino al 75′ pareggiava sul campo dei “Campioni d’Italia”. Dopo aver sfiorato più volte il gol. E questi sono fatti, il resto son chiacchere. Come è un fatto che il Napoli abbia trovato il guizzo del fuoriclasse (leggi Insigne) conquistando all’improvviso i tre punti. E noi niente. Ciccia, come si dice a Firenze. Qual è la morale di tutto questo? Che come dicevano gli antichi, il calcio è fatto di episodi, e gli episodi (al 90%) li risolvono i fuoriclasse. Insigne per il Napoli, e… chi per la Fiorentina? Federico Chiesa? No, troppo giovane, troppo cursore per saper disegnare calcio. Antognoni? No, quello oramai gioca in tribuna. Simeone? No, lui è un centravanti. Realizza ciò che gli altri inventano. Pjaca? Ecco, si… Marko Pjaca. Lui lo potrebbe fare. Però, fuor di battuta: ci spiegate perchè Marko Pjaca (stasera a Napoli) in 15 minuti, recupero compreso, non ha toccato neppure un pallone? Non pretendevamo una doppietta che ribaltasse il risultato, volevamo una presenza maggiore, una rabbia, una forza di volontà che ci facesse capire che, noi, possiamo contare su di te. E non solo tu, che puoi contare su Firenze, sul tuo ingaggio. Quindi, ora c’è la Sampdoria, poi la Spal. Poi l’Inter, Atalanta e Lazio. Roba per uomini, di quelli duri. Caro Marko Pjaca, non mi deludere… fammi vedere chi sei.

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