Dopo un lungo ricovero a causa di una grave patologia,Vittorio Cecchi Gori è tornato in scena, e di corsa. L’ex proprietario della Fiorentina, ritenuto colpevole di falso e bancarotta di azienda privata col fallimento della società nel 2002, ha richiesto di fare chiarezza sulla vicenda e sulla sua colpevolezza. L’avvocato Passalacqua si è espresso sulla vicenda:

“Nel corso degli anni sono emersi fatti e acquisiti documenti che hanno reso evidenti le gravissime anomalie connesse alle vicende che portarono al fallimento dal quale è derivato, successivamente, il dissesto del gruppo Cecchi Gori. Un’anomalia su tutte: la Covisoc (la Commissione di vigilanza sulle società di calcio, ndr), che nel giugno 2002 riteneva la Fiorentina idonea all’ammissione al campionato di serie A 2002/2003, a distanza di un mese e senza alcuna motivazione, contraddiceva le sue stesse conclusioni.

Altra macroscopica anomalia è la circostanza che la Fiorentina fu l’unica società obbligata a saldare in un unica soluzione il suo debito con il Fisco attraverso una compensazione con i crediti vantati dalla stessa per i diritti tv, laddove le altre società, indebitate quanto e oltre la Fiorentina, furono beneficiate con dilazioni trentennali. I giudici interessati dalla vicenda in questi anni non si sono mai pronunciati nel merito delle contestazioni avanzate dal patron della Fiorentina, ritenendo legittimato ad agire, e quindi obbligato, il «Fallimento» della società stessa.”

Cecchi Gori presenterà una citazione per danni che una perizia avrebbe stimato in 350 milioni di euro. All’ex patron non manca la fiducia: “Sarà l’occasione per far luce su una vicenda che presenta troppe ombre”.

La Nazione