L’ex viola Joaquin, oggi al Betis Siviglia, ha parlato di Fiorentina alla Gazzetta dello Sport: “Astori? Un colpo duro da assimilare. Un ragazzo giovane, sano, controllato. A parte il ricordo personale è una morte che rimbalza e fa malissimo anche lontano da Firenze. Ne abbiamo parlato con i miei compagni e siamo andati a chiedere spiegazione al medico. Penso alla figlia di Davide e alla compagna. Torni a casa e tua moglie è preoccupata che possa succedere anche a te. Siamo di passaggio, dobbiamo goderci ogni momento della vita. Carriera? Sono felice, ci vogliono sacrificio e applicazione sennò non si rimane in alto per tanto tempo. Forse avrei potuto fare di più ma gioco da diciannove anni, va bene così. Italia? All’inizio ero titubante perché non ero mai uscito dalla Spagna, ho radici forti con l’Andalusia. Nel primo anno ho sofferto, poi ho preso casa vicino Ponte Vecchio e le cose sono cambiate. Anche in campo è tutto diverso visto che lì pensano molto alla tattica. Il secondo anno Montella non mi vedeva molto: un giorno a Verona, era novembre, mi chiese di fare tutta la fascia. Non avevo mai difeso in carriera (ride ndr). Capii che dovevo farlo per giocare con regolarità. Alla fine quella partita la vincemmo 2-1. Betis? Ho comprato azioni per un milione, mia moglie mi ha fatto dormire in salotto per una settimana a dicembre per questo. L’ho fatto per riconoscenza. Montella al Siviglia? E’ un allenatore moderno, offensivo. Ha le idee giuste nonostante abbia preso tanti gol. Risultati? Gli auguro più che altro la salute visto che gioco nel Betis”.

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