Dal giorno dopo la partita contro il Chievo, durante il quale Cristiano Biraghi ha fatto due gravi errori che hanno permesso a Castro di realizzare i due gol, il terzino viola ha parlato del fatto che ci sono stati tifosi e appassionati che lo hanno insultato e offeso dopo la giornataccia veronese.

Inizialmente con un post su Instagram “Chi mi offende non è un tifoso della Fiorentina” e poi praticamente in tutte le interviste realizzare in questi giorni Biraghi ci ha tenuto a precisare di come lui sia stato offeso e anche sono arrivate minacce di morte alla sua famiglia sui social dopo gli errori commessi.

Ecco, caro Cristiano. Va bene, abbiamo capito che sui social ci sono maleducati che hanno esagerato. Sono gesti e parole assolutamente da condannare. Da censura immediata. Tutto giusto, tutto vero.

Però tu sei un professionista e un personaggio pubblico, giochi in una delle squadre più seguite e amate in Italia, rappresenti Firenze. Quindi, anche se è brutto da dire, quando si è un personaggio noto gli insulti devi metterli in conto. Purtroppo è così, è il prezzo del successo. Ripetere questa cosa in ogni intervista non ha molto senso, anzi. Probabilmente la cosa piu giusta sarebbe ignorare questi personaggi e non farli diventare anche famosi.

Sai quante volte è capitato a noi che scriviamo (in confronto a voi come fama siamo zero) che scriviamo di ricevere insulti e minacce solo perchè colpevoli di aver scritto qualcosa che non trovava tutti d’accordo? È così e purtuppo è normale sia così. Succede a tutti, figuriamoci se sei un personaggio pubblico e ti esponi sui social.

Non puoi stare lì a ripeterlo ogni mezza intervista che fai e a ribadirlo ogni volta che parli. Troverai sempre consensi in questa maniera perché è anche giusto così. Ma fa parte del gioco.

Se ti esponi, sei un personaggio famoso, un calciatore che con le tue giocate muovi emozioni, sentimenti me anche tanti soldi è normale che qualcun o possa esagerare nei commenti. Basta spostarsi allo stadio e se ne sentono tante. Ma sono lontane dalla realtà concreta delle cose. Che poi magari sono le stesse persone che ti offrono volontiere un caffè al bar e che ti chiederanno l’autografo o una foto insieme.

Adesso, invece di parlare tanto, che di parole sono state dette tante, è arrivato il momento di pensare a giocare all’altezza dello stemma che porti sulla maglia. Se così accadrà, le stesse persone che ti hanno insultato sui social saranno coloro che ti faranno i complimenti e ti porteranno al successo.

Biraghi ha assolutamente ragione quando parla di minacce alla figlia piccola, questo però è un altro discorso.

 

Flavio Ognissanti

Comments

comments