Il Tirreno riporta: "Mastantuono fa girare tutta la Fiorentina, non conta solo fare gol con Vanoli"

Il giocatore argentino non è solo un marcatore, è il leader viola

24 settembre 2026 14:10
Il Tirreno riporta: "Mastantuono fa girare tutta la Fiorentina, non conta solo fare gol con Vanoli" - Firenze, Stadio Franchi, 29.08.2026, Fiorentina-Frosinone, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Franchi, 29.08.2026, Fiorentina-Frosinone, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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Un'ala non trae linfa vitale esclusivamente dalle reti segnate: questo è quanto emerge dall'analisi de Il Tirreno focalizzata sul momento di Franco Mastantuono. Dopo la sfavillante tripletta rifilata al Venezia al debutto di Paolo Vanoli in panchina, il talento argentino non è più riuscito a timbrare il cartellino, ma è rimasto comunque una figura chiave nel determinare i risultati del club gigliato. Un'impronta decisiva manifestata però attraverso una nuova veste tattica, esattamente come richiesto dal tecnico varesino.

La mappa della presenza: spessore offensivo e mobilità Il piano di Vanoli per il classe 2007 è chiaro: ampliare il raggio d'azione, restare dentro il match anche nelle fasi in cui la sfera non transita dai suoi piedi e trasformare il puro estro creativo in una presenza costante. Le statistiche scattano una fotografia nitida di questa metamorfosi: l'ex calciatore di River Plate e Real Madrid viaggia a una media di 5,3 conclusioni ogni 90 minuti, valore più alto all'interno dello spogliatoio viola. In Serie A ha già scagliato 18 tiri verso la porta in 287 minuti giocati, collezionando tre reti e 7 palloni indirizzati nello specchio.

La vera svolta impressa dalla nuova gestione tecnica riguarda l'atteggiamento: Mastantuono non deve limitarsi ad attendere il pallone per inventare la giocata, ma deve farsi trovare attivo nella manovra. Una sfumatura tutt'altro che marginale. In fase di costruzione, l'argentino si abbassa, si accentra e offre una linea di passaggio pulita a Fagioli; quando invece l'azione parte dal versante opposto, stringe la posizione per avvicinarsi alla porta rivale. Non si tratta più di un'ala classica confinata sulla corsia esterna né di un trequartista anarchico: è un interprete dinamico che riplasma la propria posizione in funzione del pallone.

Sintonia con Jimenez e numeri dentro l'area Un ulteriore accorgimento cruciale riguarda le sinergie di reparto. Sulla catena di destra, Vanoli gli ha affiancato Jimenez, creando un punto di riferimento che alleggerisce l'argentino dal compito di risolvere ogni azione in solitaria. Lo spagnolo può garantire ampiezza consentendo al compagno di convergere; viceversa, quando il classe 2007 riceve largo per puntare l'uomo, il terzino porta via il marcatore liberando la corsia interna.

Anche i dati sui tocchi testimoniano un'incursione sempre più frequente negli ultimi sedici metri: su 167 palloni gestiti in totale, ben 28 sono stati toccati all'interno dell'area avversaria, a cui si aggiungono 6 occasioni da rete create e 8 falli subiti. Metriche che dimostrano chiaramente come l'impatto del giocatore vada ben oltre la firma sul tabellino dei marcatori.

La fase di non possesso: il salto di qualità Il processo di maturazione più complesso riguarda la fase difensiva, vero spartiacque tra un giovane di talento e un calciatore completo. Mastantuono deve affinare le letture senza palla: capire quando accorciare, quando tracciare la rincorsa sul terzino, quando schermare una traiettoria e quando risparmiare le forze per scatenarsi in ripartenza. Non gli viene chiesto di snaturarsi in un mediano di rottura, bensì di rimanere connesso all'incontro anche quando il pallone è tra i piedi degli avversari.

L'obiettivo di Vanoli non è plasmare un Mastantuono differente, ma garantirgli continuità nell'arco dei novanta minuti. Il prossimo gradino nel percorso dell'argentino non passa necessariamente da un incremento dei gol, ma dalla capacità di risultare imprescindibile per la Fiorentina anche nelle giornate in cui non trova la via della rete.