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Il mercato serve: Ngonge fa vincere il Napoli, adesso la Fiorentina è nona in classifica
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Il mercato serve: Ngonge fa vincere il Napoli, adesso la Fiorentina è nona in classifica

Redazione

4 Febbraio · 17:06

Aggiornamento: 4 Febbraio 2024 · 17:06

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Serve il mercato, eccome se serve. Il Napoli vince in rimonta che viene aperta da Ngonge, ultimo acquisto azzurro

Dopo esser passato al 3-4-2-1 nelle ultime partite il Napoli torna al modulo dello Scudetto. Walter Mazzarri schiera i suoi uomini con il 4-3-3: nel ruolo di centravanti c’è Simeone, preferito a Raspadori, con Politano e Kvaratskhelia ai suoi lati. In difesa Di Lorenzo torna a fare il terzino puro, con Mario Rui dall’altro lato e Juan Jesus che vince il ballottaggio con Ostigard (Natan è rientrato, ma va in panchina). In mediana, vista l’assenza dell’affaticato Zielinski, c’è Cajuste insieme a Lobotka e al rientrante Anguissa.Dall’altro lato l’Hellas Verona, completamente rivoluzionato dal mercato di gennaio, sarà proposto con un 4-2-3-1. Seconda da titolare per Noslin come prima punta, alle sue spalle Lazovic la spunta su Tavsan per completare la trequarti insieme a Suslov e Folorunsho. In difesa Coppola vince il ballottaggio con Magnani.Per la prima fase di partita c’è soltanto il Napoli in campo. Il ritorno al 4-3-3 permette gli azzurri di attaccare con più uomini negli ultimi metri, tant’è che dopo meno di un quarto d’ora sono già due le occasioni da rete. Ed entrambe portano la firma di Kvaratskhelia, il cui avvio è straripante, praticamente in versione Scudetto. Tutte e due le volte Montipò è reattivo e in tuffo respinge, negando la gioia del ritorno al gol all’esterno offensivo georgiano.Il Napoli continua a tenere il pallino del gioco in mano, il Verona prova a tenere i ranghi serrati e a ripartire in contropiede quando può. A fine primo tempo la percentuale sul possesso palla dice 78 per i padroni di casa e 22 per gli ospiti, ma di palle gol non ne arrivano più. Gli azzurri calciano un altro paio di volte, fuori dallo specchio, mentre gli scaligeri solo nel finale si fanno vedere negli ultimi trenta metri, con un tiro da fuori di Lazovic e basta. All’intervallo si va sullo 0-0.L’inizio di secondo tempo tempo è tutto di marca gialloblù. Per quasi mezzora gli uomini di Baroni si fanno preferire a quelli di Mazzarri, prendendo metri e cominciando a tenere un po’ di più il pallone. Sulle palle inattive, poi, riescono a rendersi anche pericolosi. Ed è proprio da una palla inattiva che il Verona riesce a portarsi avanti: Coppola sfrutta un pallone scodellato in mezzo su punizione, salta sulle spalle di Mazzocchi e devia il pallone in fondo al sacco. Gelato il Maradona.Sembra l’ennesima giornata storta per il Napoli, che però reagisce subito con il nuovo 4-2-3-1 disegnato da Mazzarri con Lindstrom trequartista. Cinque minuti dopo Mazzocchi e lo stesso Lindstrom sbattono su Montipò e non sfruttano un’ottima chance, ma è questione di qualche secondo perché poi il pari arriva: cross basso di Lindstrom, girata in area di Ngonge che trova la rete dell’ex e la sua prima in maglia azzurra in un colpo solo. Il Napoli allora si butta tutto in avanti, alla ricerca del successo. Che alla fine arrivano grazie a un colpo da campione del giocatore più talentuoso: Kvara sfrutta il primo metro che gli viene concesso e con un destro a giro non dà scampo a Montipò. E’ il 2-1, il gol decisivo, quello che vale i tre punti che in campionato mancavano dalla prima partita di gennaio.

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