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Il Corriere dello Sport sicuro: “La Fiorentina ha deciso di vendere Cabral, anche per il Decreto Crescita”
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Il Corriere dello Sport sicuro: “La Fiorentina ha deciso di vendere Cabral, anche per il Decreto Crescita”

Redazione

22 Giugno · 14:54

Aggiornamento: 22 Giugno 2023 · 14:54

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Firenze, stadio A.Franchi, 11.05.2023, Fiorentina-Basilea, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

La Fiorentina ha deciso di rinunciare a uno tra Cabral e Jovic per prendere l’attaccante da quindici gol “sicuri” in campionato come chiesto da Vincenzo Italiano, quindi per prendere Boulaye Dia che di gol ne ha segnati sedici e che è il candidato forte dei viola per rinforzare l’attacco, mentre Nzola e Retegui rimangono le alternative di ottimo livello e comunque entrambi seguiti per altre strade. Tutto riepilogato meglio, la Fiorentina tra Cabral e Jovic è pronta a rinunciare al brasiliano per raggiungere l’obiettivo Dia: sui due piatti della bilancia, il valore economico pesa più delle reti segnate.

Tutto nasce dalla logica e naturale esigenza espressa dal tecnico siciliano e dall’unico dato negativo (punti totali in classifica esclusi) nel raffronto col campionato scorso: nel 2021- 22 i gol viola erano stati 59, nel 2022-23 sono stati 53. Da qui, ecco la necessità di dare più concretezza al reparto offensivo, anche a costo di “sacrificare” uno dei due centravanti attualmente in rosa: cioè Cabral. Perché, molto semplicemente, l’ex Basilea ha un valore più alto grazie anche alla miglior stagione disputata rispetto al serbo (17 gol contro 13) e diventa l’elemento su cui contare nell’eventuale contropartita tecnica: cosa peraltro già puntualmente pensata dalla Fiorentina e proposta alla Salernitana per dimezzare i venticinque milioni di clausola rescissoria che s’accenderà nel momento in cui i campa[1]ni riscatteranno l’attaccante senegalese dal Villarreal (per dodici milioni).

E poi c’è un altro motivo altrettanto stringente e legato a Jovic Arthur vale di più e non cedere il serbo farà risparmiare sullo stipendio a determinare la formula “soldi+Cabral” per assicurarsi Dia: la Fiorentina ha usufruito del “Decreto Crescita” che garantisce agevolazioni fiscali per i lavoratori in arrivo dall’estero e in questa maniera i 4,625 milioni lordi dell’ingaggio pagato al serbo (2,5 netti all’anno per quella appena passata e per la prossima stagione, con possibilità di estensione alle successive due: è stata questa l’unica condizione a carico della società di Commisso nel trasferimento del giocatore da Madrid) sono diventati 3,275 con un risparmio di 1,35 milioni di euro.

Ma la “conditio sine qua non” per avvalersi degli sgravi fiscali è che al lavoratore, cioè a Jovic, siano applicati due periodi d’imposta consecutivi: se il club viola lo cedesse nel corso di quest’estate, si fermerebbe a uno e sarebbe costretto a versare indietro il risparmio di 1,35 milioni di cui ha appena beneficiato. Una norma che la Fiorentina non ha certo ragione di disattendere a metà percorso e a cui va aggiunta un’altra condizione: fermo restando che il valore di Jovic è più basso di quello di Cabral e c’entra molto il rendimento, il 50 per cento degli introiti derivanti da un’eventuale cessione sarebbero da destinare da contratto al Real Madrid. E allora tra Cabral e Jovic, se i viola vorranno garantirsi un super rinforzo in attacco, il centravanti da “sacrificare” non può che essere “Re Artù”. Lo scrive il Corriere dello Sport

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