1 Dicembre 2020 · 16:05
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Iachini: “Società non mi ha chiesto dimissioni. Con clima ostile non sarei rimasto”

Il tecnico della Fiorentina Beppe Iachini ha parlato alla vigilia di Parma-Fiorentina. Non è un momento felice per la squadra viola

Iachini
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Beppe Iachini ha parlato ai media, tra cui Labaroviola, alla vigilia della partita contro il Parma, queste le sue parole:

“Sono dispiaciuto per la positività di Callejon perché già da qualche settimana stavamo lavorando per portarlo alla miglior condizione possibile: in settimana avevamo lavorato su alcune soluzioni con lui protagonista e la positività è un fulmine a ciel sereno: peccato perché stava cercando di raggiungere i suoi ritmi migliori”.

Cosa pensa delle voci su di lei?
“Fanno parte del gioco, dobbiamo rimanere concentrati sul lavoro: Iachini o non Iachini, conta l’attaccamento alla maglia. Dobbiamo fare una buona partita non commettendo gli errori di Roma, dove dopo un’ottima partenza abbiamo mancato in quelle che sono le nostre caratteristiche, ovvero la compattezza e l’intensità. Ci abbiamo parlato e lavorato sopra, abbiamo pagato dazio per qualche situazione particolare”.

Cosa vede nel suo futuro?
“La presidenza mi è sempre stata vicina, quando abbiamo ripreso dopo il lockdown le voci su di me c’erano: mi dispiace perché se ci fosse stato un clima così difficile su di me, non sarei rimasto oppure non si sarebbe giudicato in modo positivo il mio operato. Sono cresciuti tanti calciatori in questi mesi, tra i quali Castrovilli. Sono arrivato con la squadra quartultima e abbiamo concluso al 10° posto. Magari questo non è stato apprezzato a dovere: io continuo a lavorare coi miei ragazzi, che mi seguono”.

Come sta Pezzella?
“La sua assenza si è fatta sentire, abbiamo pagato oltre le nostre possibilità la sua indisponibilità: nemmeno domani ci sarà perché ha fastidio al piede e dobbiamo pensare solo a chi va in campo”.

I dirigenti viola le hanno chiesto di dimettersi?
“No, non è vero: vogliamo uscire fuori da una situazione difficile che si è creata fin da subito. Potevamo avere qualche punto in più e abbiamo avuto fin da questo inizio anomalo di campionato delle difficoltà: abbiamo pagato dazio con infortuni e mancanza di serenità. Noi però siamo tutti professionisti, la vicinanza della proprietà c’è stata: io non ho mai guardato ai soldi, lo avrei fatto ieri di dimettermi se avessi percepito un brutto clima attorno a me da parte del club o dei giocatori. Dobbiamo solo far sì che l’impegno settimanale sia riportato in partita. Siamo la squadra che tira di più in area di rigore, dobbiamo continuare a lavorare e a far girare questa ruota”.

Ha nuove idee tattiche in vista di domani?
“Da diverse settimane stiamo lavorando alla difesa a quattro ma serve che ci siano giocatori con determinate caratteristiche, specie in fase di non possesso. Callejon poteva essere l’ago della bilancia nel nostro schieramento tattico. Un nuovo centrocampo? Non abbiamo potuto contare su Pulgar per il Covid-19 ma contiamo tanto su di lui, è una possibilità quello di inserirlo”.

Cosa pensa del Parma?
“Sicuramente con i ragazzi abbiamo parlato del Parma, sottolineando le ottime individualità che ha la squadra di Liverani: dovremo fare una gara di spessore, in ogni partita ci sono tante gare: dobbiamo trovare la serenità dello scorso anno, servirà continuità di punti e risultati visto che eravamo partiti bene, con un precampionato dove avevamo dimostrato buone cose. Nel calcio però ci sono momenti così difficili, servità cura del dettaglio e del particolare”.

È stata una settimana particolare?
“Sì, ho parlato con i dirigenti e con il presidente. I ragazzi li vedo lavorare bene: se la squadra mi segue o no lo capisco dagli atteggiamenti che hanno in campo, dalle risposte. Se tutto ciò non ci fosse mi farebbe inca**are, tanto per essere chiari. Io ho visto sempre molto impegno e partecipazione. Dobbiamo portare in campo determinazione e non subire gli eventi che ci possono essere in partita e far sì che ci siano situazioni positive”.

Ci sono gerarchie in attacco?
“All’inizio dell’anno ha giocato Kouame perché era quello che stava meglio. Non possiamo chiedere ai ragazzi che indossano la maglia numero 9 di essere già pronti: non possiamo chiedergli di essere come Batistuta. Adesso tutti stanno ritrovando la loro fiducia e il loro entusiasmo. Firenze è una piazza particolare, con delle pressioni e delle responsabilità: guardate quello che sta facendo Simeone al Cagliari. Ora anche i nostri attaccanti hanno bisogno di fiducia, non possiamo avere da loro tutto e subito. Vanno aiutati sotto l’aspetto tecnico, tattico e psicologico: la loro crescita passa anche da questi fattori qua, dal subire le critiche all’energia positiva”.

Che momento sta attraversando Ribery?
“È partito bene ma a Milano ha preso una botta alla caviglia dove si è infortunato l’anno scorso. Questa settimana è stato meglio della scorsa: facciamo fatica a tenerlo fuori anche se non è al 100% ma prima dobbiamo fargli ritrovare la giusta brillantezza. Gli serve campo, solo quella è la medicina. Quando sente un po’ di dolore sembra abbia un atteggiamento particolare ma va solo accompagnato per farlo tornare al top. Più settimane starà sul campo e maggiore sarà la brillantezza”.

Ci sono rimpianti su Pedro visto che sta segnando tantissimo in Brasile?
“Coi se e i ma… si va poco lontano. Quando sono arrivato io, aveva un percorso di lavoro da portare avanti dopo l’infortunio che ha subito. Abbiamo scelto di investire su Cutrone pur sapendo che Pedro è un ragazzo di qualità, che si sta mettendo in luce in un campionato sicuramente diverso dal nostro”. Le parole riportate da TMW.

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