3 Luglio 2022 · 18:53
37.8 C
Firenze

Iachini punta il dito contro la tattica: “Bisogna lasciare i ragazzi liberi di giocare come vogliono”

Beppe Iachini si fa forza con il fallimento della nazionale italiana che non andrà ai mondiali e dice la sua opinione

PARMA, ITALY – NOVEMBER 07: Giuseppe Iachini head coach of ACF Fiorentina looks on during the Serie A match between Parma Calcio and ACF Fiorentina at Stadio Ennio Tardini on November 07, 2020 in Parma, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Il tecnico del Parma Beppe Iachini nel corso della conferenza stampa in vista della sfida contro il Cosenza di domani ha parlato anche della crescita dei giovani italiani, argomento tornato alla ribalta dopo l’eliminazione dell’Italia dalla corsa Mondiale:

“Si tocca un tasto a me caro, non sto qui a fare il tifo per un giocatore o un altro e non parlo di un italiano o uno straniero perché per me sono tutti uguali. Detto questo se parliamo dell’Italia il problema del fare gol c’è stato anche agli Europei, per tre volte siamo andati ai rigori. Stavolta è andata al contrario, due rigori li abbiamo sbagliati, abbiamo tirato in porta tante volte e gli avversari al primo tiro hanno segnato. Ma questo è il calcio. Ci deve essere un discorso più profondo, come quando si parla di tattica individuale, tanti Settori Giovanili lavorano sulla linea o sulla zona, ma poi dentro la gara ci sono errori di tattica individuale che ti fanno vincere o perdere.

Dai Settori Giovanili arriva dunque l’input di lavorare in una certa maniera per sfornare giovani talenti pronti sulla tattica individuale e utili alla Nazionale. C’è un altro aspetto da valutare. Non capisco certi regolamenti. Se una squadra va a prendere uno straniero può non mettere sul piatto le fideiussioni, al contrario di quel che accade se prende un italiano. Chiaro che una società si sposta all’estero.

Negli anni passati è capitato di vedere transitare stranieri che non erano quei campioni che ci si aspettava fossero, penalizzando così i giovani italiani. Poi magari negli anni ci si lamenta, ma ciò che raccogliamo è un processo che parte da circa 20 anni fa. Se nei Settori Giovanili chiediamo di giocare a due o tre tocchi tarpiamo le ali al talento, questo è un altro aspetto, oppure mascheriamo gli errori di tattica individuale con la zona. Se io formo il giocatore sulla tattica individuale potrà giocare in qualsiasi modulo e sarà forte in entrambe le fasi e nell’uno contro uno.

Sono molti i discorsi che si possono fare, a livello di lavoro e di regolamenti. Niente è un caso, abbiamo vinto i mondiali con giocatori di qualità in attacco, non che quelli di oggi non lo siano ma vanno supportati da altre caratteristiche che nascono da noi, dal nostro modo di pensare il calcio e dai Settori Giovanili, da come ci si lavora sopra, dal coraggio nel fare giocare i giovani. Qui con i giovani non abbiamo mai avuto problemi a farli giocare, quando Circati ha esordito molti si sono chiesti se fossi matto per mettere un ragazzino che nessuno conosceva.

Faccio amichevoli con il Settore Giovanile in settimana, ho visto qualche ragazzo e l’ho aggregato. Verificheremo di volta in volta la gara e il percorso di lavoro, sui giovani si lavora, Circati ha margini di miglioramento, ha già capito quello che io voglio ma ancora commette degli errori in alcune situazioni e bisogna lavorarci sopra, come tutti i giovani” Lo riporta TMW

LA FIGURACCIA DI ALLEGRI

Figuraccia Allegri, cerca di smontare Guardiola ma sbaglia su Ederson e le statistiche lo inchiodano

CONDIVIDI

ULTIMI ARTICOLI

CALENDARIO