di Flavio Ognissanti

È successo di tutto. In 24 ore è successo qualsiasi cosa. Dal comunicato durissimo della società, passando dalle dimissioni di Pioli all’ingaggio ormai definito di Vincenzo Montella che segna il proprio ritorno in riva all’Arno.

Il ritorno di Montella è una decisione di Diego Della Valle, fosse dipeso da Corvino sarebbe arrivato un altro allenatore traghettatore e per giugno c’era già l’accordo fatto con Eusebio Di Francesco. Ma Diego ha fatto di testa sua, ha deciso lui e a questo punto Pantaleo Corvino non è cosi sicuro di restare. Non l’ha presa cosi bene, il Dg è stato delegittimato.

Inutile dire che a questo punto è saltato anche ogni tipo di accordo preso dallo stesso Corvino con l’ex tecnico di Sassuolo e Roma. Resterà Montella e con lui verrà progettato il futuro viola.

Potrebbe dimettersi anche Corvino a questo punto? In teoria ci sono tutti gli estremi ma in pratica questa resta un ipotesi assai remota. Tecnico bocciato, progetto tecnico fallito e scelta nuova allenatore non fatta da lui. Ma per dimettersi c’è bisogno di valori che Corvino non ha dimostrato di avere. Potrebbe andare via a fine stagione, a grande sorpresa ma a questo punto sarebbe la soluzione più logica.

Montella non è un suo allenatore, ed è fondamentale la sinergia tra tecnico e direttore generale. Tra l’areoplanino e il dirigente salentino non c’è grande feeling. Tutt’altro.

Come detto non è cosi anacronistico pensare ad un addio anche di Pantaleo. Una rivoluzione totale. A sorridere sarebbero i tifosi viola che lo hanno messo, come per Pioli, sul banco degli imputati. Corvino ha portato anche delle plusvalenze, pensiamo per esempio a Biraghi e Milenkovic su tutti, vero. Ma a cosa servono le plusvalenze se non arrivano i risultati sportivi?

Corvino ha preso una squadra che arrivava quarta tutti gli anni, che andava avanti in Europa e sfiorava la Coppa Italia e ha portato la Fiorentina al decimo posto in classifica, senza Europa per tre anni di seguito, e attenzione, sbaglia chi pensa che Corvibo abbia avuto pochi soldi da spendere. Tutt’altro. Ha speso più del predecessore.

Il ritorno di Montella riporta a Firenze ambizione e mentalità vincente. Il tecnico dopo l’esperienza al Milan ha voglia di rilancio, un rilancio vero ad alti livelli. Se torna a Firenze lo fa per lottare di nuovo per entrare in Champions League ed imporsi in Europa. Quando se ne andò lo fece perché voleva un salto di qualità poi non arrivato. Adesso torna per ritornare in alto la Fiorentina. Dove l’ha lasciata.