La Repubblica parla del rapporto tra Sousa e la società viola alle porte di un possibile addio a fine stagione:

Se hai studiato sulle dispense che dovrebbero insegnarti a diventare un leader sai bene che il carisma non prevede l’autocritica. Solo in casi eccezionali, certo, solo quando è l’ultima spiaggia per salvare la baracca. Ma non è il caso della Fiorentina. Il leader su dispensa reagisce alle critiche o controattaccando con veemenza (vedi lo stile Mourinho) o con tono felpatissimo schivando i colpi con pacatezza zen e supercazzole esistenziali. Neanche i suoi dirigenti hanno capito le sue scelte.

Ma commenti zero, ci mancherebbe. Il problema della società è tirare fuori qualcosa di decente da questa stagione ampiamente low cost, quello di Sousa non perdere la fama di special guru professionista e provare a trattenersi dalle sue frecciatine, cosa che gli riesce un po’ sì e un po’ no. Il rapporto con Corvino comunque è onesto. Il direttore generale gli ha chiesto con chiarezza di sfruttare questa stagione provando a puntare su un trofeo e nel frattempo tirando in mezzo qualche giovane. Lui obbedisce a modo suo e manda allo sbaraglio Perez a Milano. Però con Chiesa ci azzecca dando una lucidatina al carisma sbiadito.

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