Soldi spesi, 37 milioni

Soldi incassati, 8 milioni

Partiamo da qui, dalle cifre. Dopo anni in cui la società viola finiva in grande attivo il mercato della Fiorentina quest’anno ha visto (finalmente) un esborso economico superiore a quello delle uscite.

Ricordando però che gran parte di questa cifra è stata spesa per i riscatti di Saponara (8 milioni) e Pezzella (10 milioni) e anche per qualche investimento per la primavera gigliata.

La squadra viola è più forte dello scorso anno?

Domanda semplice, risposta non facile. Indubbiamente oggi la Fiorentina, rispetto ad un anno fa, è più completa.

A centrocampo, ad esempio, il terzetto titolare del campionato scorso è più forte di quello attuale, ma il reparto attuale però è ricco di giocatori utili alla causa. Dabo, Edimilson, Benassi, Veretout, Gerson e Nodgaard (scommessa) offrono a Stefano Pioli un ventaglio di scelte e soluzioni.

Nessuno di questi però è in grado di sostituire Badelj. E qui veniamo al mercato.

Questa società non ha programmazione. Corvino avrebbe dovuto avere un nome pronto. Non era un mistero la scadenza del contratto del centrocampista croato, non era un mistero la sua voglia di cambiare aria. Lo si sapeva da tempo ma il direttore generale viola si è fatto trovare impreparato regalando di fatto un perno viola ad una diretta concorrente per l’Europa League.

Se giochi con il 4-3-3, non puoi non avere un centrocampista che sappia dettare i tempi di gioco. Ecco, la Fiorentina oggi non c’è l’ha. Però indubbiamente gli arrivi di Gerson e Edimilson hanno arricchito di alternative un reparto povero di ricambi, almeno fino a qualche mese fa.

Passiamo alla difesa, l’arrivo di Ceccherini ha semplicemente colmato una lacuna numerica. Oggi la Fiorentina ha in rosa 3 terzini destri: Milenkovic, Laurini e Diks. Il primo nasce centrale ma quest’anno, parola di Pioli, verrà fatto giocare terzino destro. È la scelta giusta? Vedremo. Fatto sta che la difesa è il reparto meno toccato da questo mercato.

Capitolo portiere. Lafont per valori assoluti è più forte di Sportiello. Il portiere classe 99 è un grande colpo di questo mercato, sia per il prezzo (8 milioni) sia per il valore del calciatore. Bravo in questo caso Corvino. Resta da vedere come vivrà la sua prima esperienza in Italia e in serie A alla tenera età di 19 anni. Certi errori e amnesie potrebbero essere naturali e fisiologiche per un normale processo di crescita e di ambientamento.

Sul mercato la colpa è stata quella di non prendere un vice Lafont esperto. Dragowski è l’ennesimo investimento sbagliato che adesso resta un peso. Voleva andare via, ma non è stato accontentato per via di un rimpiazzo non ingaggiato.

Capitolo attacco. Questo è il reparto in cui la squadra è nettamente più forte rispetto a 12 mesi fa. Pjaca non è Gil Dias (menomale) e Mirallas non è Falcinelli o Thereau (altro menomale). Il tridente viola titolare è fortissimo considerato anche il fatto che sia Chiesa e sia Simeone sono più forti dello scorso anno essendo ormai alla terza stagione stabilmente in serie A e avendo l’esperienza della passata stagione. Sono più pronti e preparati.

La grande pecca di questo mercato estivo sono le formule d’acquisto, detto di Lafont, grande operazione, le formule di Gerson e Pjaca sono ridicole. Operazioni da Empoli, veri e propri prestiti secchi (sul croato mascherato). Se i calciatori faranno bene torneranno nelle loro società d’appartenenza, se invece faranno male saranno liberi di restare a Firenze. Cosa sperare?

Ad esempio Pjaca, se il numero 10 viola sarà protagonista di una grande stagione, ci saranno tante società pronte a prenderlo e a scatenare un’asta per lui. Soldi che andrebbe a guadagnare la Juventus proprietaria del cartellino che a quel punto riscatterebbe il croato per poi rivenderlo al miglior offerente. Unica soluzione, farlo innamorare di Firenze e del popolo viola. Proviamoci!

Chiusura sugli esuberi, ci sono ancora almeno 5 elementi da vendere, sperando di poter guadagnare qualcosa dalle loro cessioni. Il mercato in Spagna e nel resto del mondo chiude il 31 agosto. Non ci resta che sperare. Non solo per Pioli e per l’affollamento nello spogliatoio ma anche per le casse della società.

 

Flavio Ognissanti

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