Antonio Di Gennaro, in viola dal 1976 fino al 1980, ha parlato ai microfoni di Radio Blu: “Bernardeschi? Se uno decide di cambiare procuratore a 23 anni vuol dire che non è soddisfatto. L’anno prossimo c’è il mondiale, un campionato da fare da protagonista ma anche da mangiare tanto pane duro, solo nella sua testa c’è la decisione se restare alla Fiorentina o guadagnare di più altrove. L’Inter deve cedere Perisic prima di poter prenderlo, mentre la Fiorentina non può aspettare oltre l’8 luglio per mettere a disposizione il 4-2-3-1 che Pioli ha in mente. E’ da lui e Chiesa che bisogna dare il senso di appartenenza per ripartire. Io che sono nato a Firenze per quella cifra avrei firmato a vita, ma il mercato di adesso è impazzito e le dichiarazioni “gioco per la maglia” sono più che altro di facciata. Se Bernardeschi ci pensa così tanto significa che non è contento dell’offerta viola da cinque milioni lordi, ma entrambe le parti devono fare in fretta”.

Prosegue sempre sulla situazione del numero 10: “La franchezza della Fiorentina è stata ammirabile, la società non vuole ricadere nelle problematiche degli ultimi anni dove ha perso tempo in estate per rinnovare giocatori. Pioli avrà bisogno di avere la squadra fatta visto che tra un mese inizia il ritiro e c’è da ricreare un entusiasmo che si è perso negli ultimi 4-5 mesi. Se fossi Bernardeschi non avrei dubbi se potessi giocare da titolare e capitano nella Fiorentina l’anno che porta al Mondiale”.

Spende alcune parole anche su Paulo Sousa: “Sono rimasto sconcertato dal fatto che Sousa vada in Cina. E’ un allenatore ancora giovane, anche se i soldi saranno tantissimi quelli che guadagnerà. Evidentemente sognerà più lì che a Firenze…”.

E su Kalinic: “Kalinic invece è stato leale a restare fino a giugno, se considera conclusa il suo percorso a Firenze è giusto che vada. Dobbiamo ringraziare Pradè per questa operazione, visto che i viola con il croato faranno una grande plusvalenza”.

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