30 Novembre 2020 · 09:24
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Gazzetta, Prandelli, seconda chance, solo Trapattoni ha sfatato il tabù post ct della Nazionale

Riuscirà Cesare a far bene a Firenze?

La notizia è già conosciuta, scrive oggi La Gazzetta dello Sport, ma vale comunque la pena di ricordarla: esiste una seconda vita. E, se guardiamo al caso in questione, forse una terza, una quarta, una quinta… Abbiamo sempre, dunque, un’altra possibilità sia dopo l’assoluta felicità sia dopo il profondo dolore. Una strada nuova, un cammino da esplorare facendo tesoro di ciò che si è imparato in precedenza nella speranza di non ripetere gli stessi passi. La storia di Cesare Prandelli che torna sulla panchina della Fiorentina, lui che è stato commissario tecnico dell’Italia dal 2010 al 2014, è l’esempio tangibile di questa teoria.

Chiusa l’avventura in azzurro al termine del disastroso Mondiale in Brasile nel 2014, a Prandelli si sono manifestate quattro occasioni: Galatasaray, Valencia, Al-Nasr, Genoa. Nell’ordine: esonerato, dimissioni, ancora esonerato, non confermato. Ha capito, guardando in faccia la realtà, quanto sia dura la vida ex commissario tecnico: la gente ti osserva con occhi diversi, persino estasiati, ti considera una specie di guru da seguire sempre e comunque, un salvatore della patria che si abbassa a scendere dal trono e mischiarsi tra il popolo per redimerlo, e magari tu non hai più la forza di un tempo e non riesci, pur volendolo, a essere fedele al tuo passato. Siccome, però, la vita è generosa, ecco un’altra carta da giocare.

Non sono i soldi a spingere un ex allenatore della Nazionale di nuovo su una panchina (quelli non mancano) e forse nemmeno il desiderio di gloria: c’è altro, c’è soprattutto l’istinto a spingere in questa direzione, perché uno che ha sempre fatto l’allenatore (e Prandelli lo ha sempre fatto da quando ha smesso di essere giocatore) non riesce a immaginarsi in un ruolo diverso.

Altri, prima di lui, hanno intrapreso questo viaggio. Alcuni con soddisfazione, altri costretti a misurarsi con terribili delusioni. Succede. Quando ci viene concessa la seconda (o la terza, la quarta…) vita, non ci è garantito il successo: dietro ogni novità si nasconde sem- pre il rischio.

Osservando con attenzione le carriere degli ex c.t. azzurri, quello che, più degli altri, ha saputo sfruttare le occasioni è stato Giovanni Trapattoni, a testimonianza di una vitalità e di una grinta che il personaggio ha sempre dimostrato. Chiusa la parentesi Italia nel 2004, non ha perso un attimo, si è accordato con il Benfica e lo ha guidato a conquistare il 31° titolo dopo 11 anni. Quindi lo Stoccarda (non benissimo) e il Salisburgo con cui ha vinto il campionato, il suo decimo campionato in 4 Paesi (Italia, Germania, Portogallo e Austria). Ancora assetato di emozioni, il Trap si è rimesso in gioco ed ha accettato la panchina dell’Irlanda. Lui sì che di vite ne ha vissute parecchie. Quasi tutte felici. A chi rimprovera agli ex c.t di voler tornare sul palcoscenico anziché godersi la pensione, va ricordata una frase di Mark Twain: «Non discutere mai con un idiota: ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza».

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