La Gazzetta dello Sport analizza le ultime prestazioni di Giuseppe Rossi e Mario Gomez, mettendo in luce il rimpianto della Fiorentina per non averli mai visti in questo stato di forma, insieme.

Sei gol in due partite nell’ultimo turno, due anni insieme alla Fiorentina. E’ stata una due-giorni di gol viola in Europa: due triplette per Mario Gomez e Giuseppe Rossi. Il tedesco a Firenze ha mostrato la versione peggiore di sé, l’azzurro ha vissuto grandi momenti e sfortunati infortuni. Domenica Mario ha segnato una tripletta in sette minuti con il Wolfsburg, ieri Giuseppe ha risposto con altrettanti gol, e una vittoria, col Celta Vigo.
GOMEZ RINATO — Gomez dopo la Fiorentina è letteralmente rinato al Besiktas, dove segnò 26 reti in una stagione. Quella attuale col Wolfsburg invece stava andando maluccio, con quattro reti da agosto a febbraio e la squadra invischiata nella lotta per non retrocedere. La svolta è coincisa con il cambio di tecnico: con Jonker sono arrivati quattro risultati utili consecutivi (due pari e due vittorie), conditi da sei gol dell’attaccante (tutti quelli della squadra). Contro il Leverkusen il Wolfsburg era sotto 2-0, all’80′ è arrivata la prima rete (su assist di Blaszczykowsky, altro ex viola), la tre minuti dopo il pareggio.Su rigore, all’87′, Gomez ha realizzato il rigore del momentaneo 2-3: non abbastanza per vincere, perché all’89’ è arrivato il pareggio di Havertz. Abbastanza però per segnalare l’ennesima rinascita di Mario.

ROSSI CI RIPROVA — Di ennesima rinascita si può parlare anche per Giuseppe Rossi, a segno tre volte con il Celta contro il Las Palmas (la gara è finita 3-1). E’ la prima tripletta dal 20 ottobre 2013, quando i suoi tre gol furono decisivi nel 4-2 del Franchi che resta una delle gioie più ricordate dai tifosi viola negli ultimi anni. Quest’anno Rossi ha segnato 4 reti complessive in sedici presenze, di cui solo otto da titolare, oltre a un gol in Coppa del Re e uno in Europa League. A fine stagione sarà libero (è in scadenza di contratto): questi ultimi mesi serviranno a Giuseppe, 30 anni, per confermare di avere ancora tanto da dire, nonostante una carriera fin qui troppo sfortunata.

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