Gattuso: "Se qualcosa non va bene mi dimetto, l'ho già fatto anche in altre squadre in passato"

L'ex centrocampista ha parlato del suo passato anche viola

12 luglio 2026 13:08
Gattuso: "Se qualcosa non va bene mi dimetto, l'ho già fatto anche in altre squadre in passato" -
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Gennaro Gattuso si è presentato ufficialmente come nuovo allenatore della Lazio. Ecco i passaggi salienti delle sue dichiarazioni:

«Sono fiero di questa opportunità e ho sensazioni molto positive. Ero già consapevole delle difficoltà: il presidente e il direttore mi hanno illustrato chiaramente lo scenario attuale, quindi sappiamo che ci sarà da lottare. Toccherà a me e al mio staff rimboccarci le maniche. Il lavoro da fare è parecchio, mentre sulle questioni societarie non posso intervenire. Il mio unico traguardo è schierare una formazione che dia tutto in campo e onori la storia del club. Per me è un orgoglio allenare una realtà come la Lazio».

LAZIO. «In passato ero già andato vicino a questa panchina. Questa è una vera sfida; ritrovo alcuni calciatori che conoscono già i miei concetti di gioco. Abbiamo ben presenti i nostri problemi e sappiamo che dobbiamo intervenire in un paio di situazioni. L'obiettivo fondamentale resta comunque quello di dare vita a un ambiente unito, offrendo un calcio che possa far divertire e rendere orgogliosi i nostri tifosi, anche da casa».

MERCATO. «Non è un mistero che serva un difensore centrale. In avanti faremo delle valutazioni, considerando il rendimento complicato di Ratkov nella scorsa stagione. Interverremo dove necessario, ma la struttura di partenza è solida: a centrocampo la qualità non manca e sulle corsie esterne siamo numericamente coperti. Tra i pali, dopo la partenza di Provedel, è rientrato Mandas. Non partiamo da zero, ma dobbiamo isolarci dalle tensioni esterne in un clima che non è certamente ottimale. Sarà fondamentale ritrovare un forte senso di appartenenza».

NAZIONALE. «Posso soltanto esprimere gratitudine verso il gruppo dello scorso anno per l'impegno dimostrato. Nella mia carriera da calciatore ho avuto una buona dose di fortuna, mentre da tecnico ho già affrontato diversi momenti duri, ma vado avanti per la mia strada. La delusione per l'eliminazione ai rigori in inferiorità numerica resta una ferita profonda, anche perché spesso ci si dimentica del percorso fatto. Tuttavia, conosco le dinamiche del calcio e la mia determinazione e la mia grinta sono rimaste intatte, anzi sono persino aumentate».

OBIETTIVI. «Bisogna essere realisti: ci sono almeno 8-9 formazioni che partono davanti a noi sulla carta. Sarà cruciale non commettere errori negli innesti necessari per ultimare l'organico. Chiaramente mi sarebbe piaciuto avere subito a disposizione un paio di volti nuovi, ma non ha senso acquistare tanto per fare. Serve pazienza, rispettando anche le richieste dei club venditori».

LOTITO. «Ho un dialogo molto schietto con il presidente e gli ho chiesto una gestione più lineare all'interno. Conosce il mio modo di lavorare e sa che non faccio favoritismi. Pretendo massimo impegno da tutti. Se il presidente vuole comunicare con la squadra, preferisco lo faccia direttamente nello spogliatoio, limitando le uscite pubbliche. Il problema sono i suoi troppi telefoni che complicano la gestione delle comunicazioni. Credo sia corretto che si interfacci prima con me o con il direttore, mantenendo sempre un rapporto professionale ed educato».

LE DIMISSIONI DEI PREDECCESSORI. «Se mi accorgo che le cose non funzionano, non ho problemi a fare un passo indietro, come dimostra il mio passato. Probabilmente chi mi ha preceduto aveva richieste differenti sul mercato. La dirigenza mi ha spiegato chiaramente il blocco del mercato e le possibili cessioni. Fortunatamente diversi giocatori che ritenevo in partenza si sono messi subito a mia disposizione. Io bado solo a lavorare secondo i miei princìpi. La società è stata limpida con me fin dal primo giorno».

GILA. «La scelta di farlo partire è stata mia, non di Lotito o Fabiani. Sono convinto che chi resta debba farlo con la massima motivazione. Mario è stato molto onesto con me riguardo alle cifre che gli hanno offerto. Avendo fatto il calciatore per tanti anni, capisco perfettamente queste dinamiche. Era arrivato il momento per lui di andare, anche per via dei parametri economici del contratto. Faccio i complimenti al direttore per come ha gestito l'operazione, ma la cessione era la scelta più corretta per tutti».