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Gasperini gela l’Atalanta: “Non so se resto, mi vuole una donna bellissima”. Poi la frecciata: “Noi senza debiti”
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Gasperini gela l’Atalanta: “Non so se resto, mi vuole una donna bellissima”. Poi la frecciata: “Noi senza debiti”

Redazione

23 Maggio · 11:39

Aggiornamento: 23 Maggio 2024 · 11:40

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Gian Piero Gasperini parla dopo la vittoria della sua Atalanta in Europa League. Parole che sembrano di addio a Bergamo

L’incantesimo è rotto. Gian Piero Gasperini alza al cielo il suo primo trofeo, giusto tributo a un lavoro straordinario che va indietro nel tempo. L’Atalanta europea (e non solo) l’ha forgiata lui e ora si gode il momento del trionfo:

“Mai come in questi giorni abbiamo sentito il sostegno di tutte le tifoserie e questa energia l’abbiamo messa in campo. I ragazzi sono stati straordinari da subito, approcciando bene la partita anche perché c’era rimasta indigesta la finale di Roma. Venivamo da buone partite e avevamo la sensazione di non aver giocato al massimo delle nostre possibilità. Ora ci siamo rifatti in questa settimana. Devo ringraziare tutti quelli che mi hanno fatto fare questo lavoro. Poi qui a Bergamo mi hanno fatto lavorare con grande fiducia. A volte sono un po’ pesante me ne rendo conto, ma ho sempre l’ambizione di fare qualcosa in più.

Rimanere? Devo parlare col presidente, adesso festeggiamo. Se uno dovesse trovare un momento per uscire è questo, da vincente. Vincere come ha vinto l’Atalanta, senza debiti, penso sia una grande modo di trionfare. Dedico questa vittoria alla città di Bergamo”.

Gasperini torna poi a parlare a Sky quando in campo non c’è rimasto quasi più nessuno.

“Uno dei segreti è stata la prestazione dei due centrocampisti centrali, anche in fase di rilancio per ripartire in attacco” dice. Si parla poi della sua filosofia di calcio e della difesa a tre: “Negli anni 90 quando andavo a vedere il calcio olandese era l’unico a 3. Il resto è un mix della mentalità italiana. Ricordo il Mondiale 1982. Quando un giocatore importante gioca di schiena fa fatica, era così anche per Maradona e Zico. Il mio adattamento invece è stato quello di correre non lateralmente ma in avanti.

Ma lo facevo con il Crotone, col Genoa, con la Primavera della Juve. Chiaro che l’Atalanta andando in Europa ha avuto visibilità e io ho avuto attestati dai miei colleghi. Ho iniziato a vedere il Chelsea di Tuchel giocare a 3 dopo averci sfidato con il Psg, dicevano che giocando a tre 10-12 anni fa non si poteva vincere. Poi ho visto il Real a 3 contro di noi, tante squadre in Europa. Ma c’è anche dell’altro. Ho sempre ricercato la capacità offensiva, fare gol, abbiamo subito qualche critica per qualche buco, qualche gol preso perché scoperti, ma sono stati pochissimi e il gioco vale la candela. Fa effetto anche a me vedere squadre che ci indicano come esempio da copiare”

“Ho sempre pensato una cosa anche se mi danno del sergente di ferro: i risultati migliori li ottieni quando sei convincente, quando fai capire ai un giocatore che ne trae beneficio anche la sua prestazione, altrimenti ti farebbe un favore ma non ne sarebbe convinto. Questa squadra lo è. Ho dei giocatori qui che faranno gli allenatori. Credo che alla base devi proporre qualcosa che piace. Resto all’Atalanta? Ora festeggiamo. Dico che è come avere una moglie e dei figli, sei felice ma ti passa davanti una donna bellissima…”.

LE PAROLE DI NIKOLA MILENKOVIC 

Milenkovic: “Siamo più esperti nelle finali. Il nostro modo di giocare ci ha portato 3 finali in 2 anni”

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