FUCINE E TEMPESTE… IL PENSIERO DI DARIO “GHEBBE”

Cognigni senza peli sulla lingua. Tutti gli argomenti toccati dal presidente viola

E venne il giorno che Cognigni si aprì in tutto il suo splendore. Snocciola diversi numeri, dà qualche notizia gustosa, non si limita alle solite chiacchiere banali.

C’è la premessa intelligente, come si fa di prassi per farsi ascoltare, quella auto-accusa che rende l’interlocutore (il relatore, in questo caso) più accattivante e forse anche momentaneamente simpatico.

Cognigni ci dice che la sua società ha un grave handicap a livello comunicativo. Che si impegnano, che fanno un sacco di cose (“fucina di idee”, anni fa parlò di “tempesta di idee”) ma che non sanno farle arrivare alla gente nel modo giusto.

Il “factotum” ci racconta di aver fatto mercato in prima persona e che era lui lo spendaccione.
Aveva offerto ben (!!!) 5 mln € lordi complessivi per Jovetic ricevendo pure un’occhiataccia da Corvino.
Quindi tra i due il più oculato è Pantaleo, il presidente lottava per noi. Il nostro Vittorio Cognigni!
(Tralasciamo il fatto che Jovetic con 5 mln € lordi lo paghi per qualche mese dell’anno ed evito un commento tecnico personale sul montenegrino, in quanto la sua patetica carriera parla per lui).

Poi si occupa dello stadio e ci racconta che sono già stati spesi 2 mln €, che sono pronti 140 mln € per lo stadio e 400 per tutta la struttura MERCAFIR. OK questo lo sapevamo. Lo dicono da quasi 10 anni.
E pensate, lotterà per noi in assemblea di Lega per un calcio migliore.

Ma andiamo al “clou”. L’analisi dei conti. Beh, sensazionale.

Va a finire che di Alonso abbiam preso 5000 lire false. Perché si parla di 24 mln € + 1 se il Chelsea vince lo scudetto, pagabili in due anni e il 10% lo prende Alonso per una clausola che chi gioca a Football Manager conosce (e odia) a memoria.
Quindi per quest’anno incassati meno di 11 mln € dalla sua cessione.
Poi ha parlato di alcuni riscatti, non precisando quali fossero obblighi e quali solo un diritto di riscatto. In pratica, rifiutando offerte per 80 mln €, considerando blinda la supercazzola bitumata, siamo in pari e forse nemmeno.

Siamo seri ragazzi, questo non ha paura di nulla, gliene va dato atto. Noi siamo qui a fare le caffettiere e a sbuffare e partoriamo un comunicatino anche troppo pacato dopo 14 anni.

Lui è qui da molto meno e quando apre bocca spara missili non indifferenti ed il bello è che non gliene importa niente delle conseguenze. Con noi è sempre sincero e schietto e su questo non sono sarcastico.
Lo scorso anno siccome eravamo primi si è preso la briga di dire che la Champions era una merda che sarebbe costata troppo, distruggendo moralmente anche il mio gatto e contribuendo a farci finire quinti gestendo personalmente alcune trattative stranamente naufragate.
Poi che sono degli incapaci a comunicare, che lo scorso anno erano tutti coglioni nel reparto sportivo e che lo hanno dovuto rifare da capo (sto parafrasando giusto un po’, ma siamo lì) e infine che i conti li fa lui e li legge come cavolo gli pare.

Lui è lì per gestire, per avere dei risultati degni rapportati alla storia della Fiorentina (7 qualificazioni Europee negli ultimi 10 anni), per non spendere più niente, neanche quei 10-15 mln € che ogni anno (dati di bilancio) venivano sempre sborsati. Andare troppo in alto provocherebbe troppo entusiasmo e troppa voglia di un “rinforzino” e lui più di nove olive di numero e mezz’etto di stracchino non vuol portare.

Niente di più sincero, niente di più asettico, niente di più anticalcistico.

E qualcuno si chiede come mai a Firenze questa proprietà non venga amata.
La vera domanda è come abbia fatto una città come la nostra, iper-passionale, a sopportare queste orrende chiacchiere per una vita!

 

Dario “Ghebbe”

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