Frey attacca Corvino: "Firenze amore della mia vita, un vigliacco mi ha costretto a lasciarla"

Una storia intensa fatta di scelte di cuore, rifiuti alle grandi d’Europa e una rottura finale che ha lasciato ferite profonde

22 aprile 2026 23:30
Frey attacca Corvino: "Firenze amore della mia vita, un vigliacco mi ha costretto a lasciarla" -
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Ai microfoni del Corriere della Sera ha parlato il portiere di lungo corso Sebastan Frey, che ha ripercorso la propria carriera e ha raccontato alcuni aneddoti anche della sua vita privata. Queste le sue parole, iniziando dal rifiuto alla Juventus prima di accettare l'Inter: "Non mi sentivo pronto. A soli 16 anni avevo paura di bruciarmi. Ma non è stato facile. Ero stato a Torino a vedere il centro sportivo, mi erano passati davanti Del Piero e Zidane. E alla firma ci sarebbe stato anche un regalo: una Fiat Barchetta cabrio, bellissima. Poi arrivò l'Inter un anno dopo: era piena di campioni come Ronaldo e Baggio".

Frey ha poi parlato della Fiorentina, raccontando un aneddoto: "Firenze è l'amore della mia vita, anche se dopo pochi mesi ho rischiato di dover dire addio al calcio. Era gennaio, non dovevo neanche giocare, ma il secondo portiere aveva litigato con il preparatore. Mi sono scontrato con Zalayeta: era come se mi fosse esploso il ginocchio. Il mio primo pensiero era andato al Mondiale che si sarebbe giocato in estate, ma a rischio c’era la mia intera carriera. I chirurghi dicevano che non sarei più tornato in campo. Mi allenai 4 volte al giorno e ci misi 6 mesi per recuperare". In quel periodo, nella sua vita, arrivò anche il Buddismo: "Ero in crisi. Ho chiamato Roby (Baggio). Mi ha introdotto alla religione buddista. Mi ha cambiato la vita".

Il secondo infortunio, però, lo ha devastato psicologicamente: "Stavo già attraversando un periodo familiare difficile e sono caduto in depressione. Rientravo la sera ed era tutto vuoto e buio. Non riuscivo più a dormire, travolto dai pensieri. Avevo perso autostima. Era troppo per me, non riuscivo a gestirlo. Chiesi aiuto ad uno psicologo: da solo non ce l'avrei fai fatta".

L'anno dopo arrivò anche l'addio alla Fiorentina: "Amavo Firenze, avevo rifiutato le proposte di Milan, Bayern Monaco, Barcellona e Juve per rimanere. Un dirigente (Corvino ndr), però, non mi voleva. Si è comportato da vigliacco, mi ha costretto ad andarmene".

Lo riporta tuttomercatoweb.com