Flachi: "Vanoli non va bene, questa squadra non ha gioco e 10 anni fa sarebbe retrocessa senza appello"
L'ex giocatore ha parlato del mister Vanoli in chiusura del campionato
A Toscana TV l'ex giocatore Francesco Flachi ha parlato di Fiorentina: "In questa stagione non si è mai percepita l'anima di un gruppo vero. Anche quando sono arrivate le vittorie, la Fiorentina non ha mai dato l'impressione di saper reagire, mostrandosi sempre piatta: è un aspetto su cui riflettere profondamente per il futuro. Questi ragazzi hanno bisogno di una guida, il potenziale tecnico c'è, ma sono mancati i senatori nei momenti cruciali."
Prosegue: "Per quanto mi riguarda, Vanoli non è l'allenatore adatto a questa piazza. Manca un'identità di gioco: non si vedono tre passaggi di fila, un cambio di campo o un taglio che faccia emozionare i tifosi. È stata un’annata davvero terribile e siamo stati fortunati, perché dieci anni fa, giocando così, saremmo retrocessi senza appello. Molte delle partite vinte, onestamente, non meritavamo di portarle a casa. È quasi un paradosso che oggi non si possa fare a meno di Parisi, e questo deve farci porre delle domande sulla rosa, anche se io lo terrei perché è uno che dà l’anima. Sui cambi contro il Crystal Palace, Vanoli ha commesso degli errori, poteva dare spazio ai giovani e invece ha tolto Gudmundsson: sono segnali pesanti. Ha fatto il suo lavoro, ma se guardiamo questi dettagli è chiaro che il prossimo anno bisogna cambiare rotta."
Su Paratici: "la sua forza è avere collaboratori capaci di scovare il talento. È un uomo ambizioso che ha voglia di rivalsa e mi auguro che faccia valutazioni serie, perché c'è tanto da rivoluzionare. Un nuovo tecnico? Vedrei bene Grosso, ma anche Sarri sarebbe una garanzia. Con un po' di entusiasmo questa squadra può diventare la sorpresa del campionato, perché i giocatori, se ben indirizzati, sanno giocare, ma senza un’identità chiara fanno una fatica tremenda. Non so se la società passerà di mano una volta raggiunta la salvezza, ma una cosa è certa: Paratici non è venuto a Firenze per ridimensionare le ambizioni del club."